La nascita di un Distretto Tecnologico Agroalimentare nel territorio modenese in grado di creare sinergie tra la filiera delle piccole e medie industrie che operano nel settore agroalimentare e il mondo della ricerca e delle istituzioni: è possibile creare un sistema locale in grado di affrontare la sfida dei mercati globali con la maggiore spinta fornita dalla ricerca scientifica e dall’innovazione, con l’aiuto delle più moderne tecnologie e dei più recenti modelli di organizzazione produttiva.
Si parla di queste tematiche nel convegno dal titolo “La ricerca dà buoni frutti – dal distretto agroindustriale al Distretto tecnologico” in programma martedì 11 luglio (con inizio alle ore 16,30) alla sala dei Contrari della Rocca di Vignola.
I distretti industriali sono riconosciuti giuridicamente dalla legge 317/1991 e dai provvedimenti attuativi che ne sono derivati. Si tratta di zone caratterizzate da un’alta concentrazione di piccole e medie imprese, generalmente artigiane, specializzate in una determinata produzione e collocate su una medesima area territoriale.
All’interno del distretto le imprese stabiliscono intensi rapporti di relazione che contribuiscono a creare il successo competitivo di questo tipo di sistemi produttivi: se da un lato la forte competizione stimola l’innovazione del prodotto, dall’altro la vicinanza e il forte livello di specializzazione consentono una continua trasmissione di conoscenze.
Il successo che i prodotti dei distretti riscuotono nel mercato è frutto di una grande capacità di innovazione e di una costante ricerca del miglioramento, favorite dall’interazione con le università distribuite sul territorio in tema di ricerca e formazione e con gli agenti pubblici e privati che ne supportano il funzionamento.
I distretti industriali sono quindi un modello di sviluppo locale integrato, una “esperienza di rete relazionale” in grado di creare un circolo virtuoso tra centri di ricerca, imprese, finanziamenti pubblici e privati.
Per investire in formazione, creare le infrastrutture, avvicinare la pratica del fare ai saperi della ricerca e dell’istruzione superiore occorrono decisioni collettive, prese da attori collettivi che abbiano la capacità di guardare al sistema nel suo insieme.
Il convegno è organizzato dalla Provincia di Modena, che si è attivata nel suo ruolo di stimolo e coordinamento per dare un seguito alle sollecitazioni arrivate da numerose e importanti aziende agroalimentari del territorio modenese e per mettere insieme allo stesso tavolo i rappresentanti delle ditte, quelli delle organizzazioni industriali e degli artigiani (l’Unione Industriali, la Lapam ), quelli del mondo della ricerca (l’ Università di Modena ) con gli stessi rappresentanti degli enti locali.
E’ questa l’occasione per fornire risposte alle necessità organizzative di un nuovo modello di distretto, per mettere a confronto le richieste che arrivano dal mondo delle imprese modenesi con il lavoro fatto dalla Regione Emilia Romagna, che insieme ad Aster sta lavorando a un’ipotesi per la promozione di un Distretto tecnologico agroalimentare dell’Emilia Romagna.
I lavori del convegno sono aperti da una relazione del presidente della Provincia Emilio Sabattini , dopo l’intervento dei rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico e delle imprese le conclusioni sono affidate dall’ Assessore Regionale alle Attività Produttive Duccio Campagnoli .
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