La Fondazione Emiliano Romagnola per le vittime dei reati

Giovedì 3 luglio a Modena si svolge un seminario per analizzare come e in quali casi interviene la Fondazione regionale che fornisce un sostegno immediato a favore delle vittime dei reati più gravi. In primo piano il tema della violenza contro le donne.
Per volontà della Regione Emilia-Romagna, delle Province e dei Comuni capoluogo è sorta in Emilia-Romagna nel 2004 una Fondazione per il sostegno immediato a favore delle vittime dei reati più gravi, quelli che causano la morte o danni gravissimi alla persona. Si tratta di una scelta istituzionale a sostegno dei cittadini, uno strumento capace di azioni di pronto intervento in casi di emergenza.

Giovedì 3 luglio 2008 alle 16
presso la sala conferenze della Circoscrizione 1 del Centro Storico in piazzale Redecocca a Modena è in programma un incontro conoscitivo sulla Fondazione Emiliano-Romagnola per le vittime dei reati. Il seminario è promosso dal Comune di Modena e dalla Provincia, in collaborazione con la stessa Fondazione regionale. L’obiettivo è quello di informare in merito alle attività della Fondazione, saperne di più sulla composizione, sulle finalità e modalità di utilizzo del Fondo di circa 470.000 euro di cui dispone e per capire in quali casi è possibile applicare questo strumento.

Nel corso del seminario si parla in particolare del tema della violenza contro le donne in provincia di Modena e in Emilia Romagna, e quindi di come la Fondazione sia in grado di intervenire a sostegno delle donne vittime di maltrattamenti nella nostra Regione.

Il seminario di giovedì 3 luglio si apre con l’intervento di Palma Costi, Assessora provinciale alle Pari Opportunità, che illustra il piano strategico sulla violenza alle donne della Provincia di Modena. Eugenio Arcidiacono del Servizio politiche per la sicurezza e polizia locale della Regione Emilia Romagna illustra poi l’indagine Istat sulla sicurezza delle donne e le relative statistiche, con particolare riferimento ai casi di violenza e maltrattamento in Emilia Romagna. Simona Arletti, Assessora Pari Opportunità del Comune di Modena parla del tema della sicurezza al femminile, e infine Vilma Ecchia, direttrice della Fondazione Emiliano romagnola per le vittime dei reati ripercorre i risultati di tre anni di attività della Fondazione e ne illustra le modalità di funzionamento.

La Fondazione Emiliano romagnola per le vittime dei reati interviene su richieste rivolte da un Sindaco, sia esso del Comune in cui è avvenuto il fatto o anche del Comune di residenza della vittima. La richiesta contiene la descrizione del fatto criminoso, la gravità in sé del reato consumato, i danni che ne sono conseguiti e le necessità impellenti della vittima e dei suoi familiari. La Fondazione agisce poi in termini concreti, attingendo dal Fondo costituito dai conferimenti in denaro effettuati dai soci fondatori all’atto della costituzione e dalle quote annuali di gestione. Gli interventi possono riguardare il sostegno scolastico per brevi periodi ai figli della vittima, particolari cure mediche, spese per la copertura per alcuni mesi dell’affitto di casa, oppure semplicemente donazioni una tantum per affrontare nell’immediato le difficoltà più urgenti.

In generale i dati Onu evidenziano che a livello mondiale una donna su tre è stata picchiata, violentata o fatta oggetto di abusi fisici e/o psicologici nel corso della sua vita, da parte di uomini, spesso per colpa di persone conosciute. Per le donne dai 15 ai 45 anni la violenza contro di esse è poi addirittura la maggior causa di morte e disabilità.
La violenza contro le donne è un problema universale di proporzioni gigantesche, è un fenomeno che si verifica in ogni continente e nazione, senza distinzione di livello di cultura, ricchezza e condizione sociale, e rimane il fattore che maggiormente impedisce il raggiungimento di una parità di genere. Si tratta forse della peggiore è più persistente violazione dei diritti umani, un fenomeno che devasta le vite delle donne vittime, che crea fratture sia a livello familiare che di comunità, che necessita di ingenti investimenti spesi in cure sanitarie e che arreca quindi danni di vario genere spesso irreparabili non solo agli individui di sesso femminile ma anche a livello economico e sociale alle popolazioni intere.

Pubblicato: 01 Luglio 2008Ultima modifica: 21 Novembre 2016