Il rapporto dell’attività 2005 della Polizia Provinciale

In materia di caccia, pesca e ambiente, nel 2005 il corpo di Polizia Provinciale ha effettuato 1400 controlli, 391 sanzioni amministrative e 17 notifiche di reato

Il Corpo di Polizia della Provincia di Modena è costituito da 20 agenti guidati dal comandante Emanuela Turrini ed è organizzato nei due gruppi di specializzazione faunistico e ambientale. Con la collaborazione di 26 agenti volontari viene controllato e presidiato un territorio di circa 250 mila ettari (160 mila ettari di superficie cacciabile, circa 60 mila ettari di aree protette e le aree vicine ai centri abitati) col fine di prevenire e sanzionare reati ed illeciti amministrativi principalmente nelle attività di caccia, pesca, ambiente.

Nel 2005 sono stati effettuati quasi 1400 controlli di cui oltre la metà sull’attività venatoria e la pesca, sono state emesse 391 sanzioni amministrative e 17 notifiche di reato.

La metà delle sanzioni sono state provocate da violazioni ai regolamenti e calendari venatori o per il mancato rispetto delle distanze da case e strade durante la caccia; le 80 sanzioni in materia ambientale hanno riguardato principalmente la creazione di microdiscariche abusive e lo spandimento dei liquami non autorizzati.
102 sono state le contravvenzioni agli automobilisti per la violazione di norme del codice della strada.
Le notizie di reato alla magistratura hanno riguardato prevalentemente la materia ambientale, tra cui quattro abbandoni di rifiuti, tre abusi edilizi e tre scarichi abusivi in fognatura; poi la caccia, in particolare la detenzione di animali selvatici senza autorizzazione.
L’attività della Polizia Provinciale ha previsto anche la gestione dei piani di controllo della fauna selvatica per evitare danni all’agricoltura (cinghiali) e la salvaguardia degli argini dei fiumi (nutrie).

Recentemente gli agenti sono state dotati di un palmare con collegamento satellitare gps in grado di indicare in tempo reale il tipo di territorio su cui si sta intervenendo. L’introduzione di questo strumento è stato proposto in via sperimentale dalla Provincia di Modena alla Regione Emilia Romagna che lo ha finanziato in previsione di estenderlo anche alle altre realtà provinciali.
Consultando il palmare durante i sopralluoghi, gli agenti possono capire esattamente se si trovano all’interno dei confini di un parco oppure di un’area protetta, in quale Atc, se in un distretto per la gestione dei cinghiali, se in un’azienda faunistica o in una zona di addestramento cani. Tutti i confini di queste aree sono memorizzati in un software studiato appositamente per questo strumento. Il palmare può essere utilizzato anche per inviare foto e dati, stampare verbali, consultare leggi e regolamenti.

Pubblicato: 29 Maggio 2006Ultima modifica: 15 Aprile 2020