Emozioni di terracotta

Al Foro Boario di Modena dal 21 marzo al 7 giugno in mostra le opere degli artisti modenesi Guido Mazzoni e Antonio Begarelli, massimi interpreti della scultura in terracotta del Rinascimento emiliano.

Da sabato 21 marzo a domenica 7 giugno presso il Foro Boario di Modena è visitabile la mostra intitolata “Emozioni in terracotta. Guido Mazzoni e Antonio Begarelli. Sculture del Rinascimento emiliano.” Si tratta di un grande evento, lungamente pensato ed atteso, dedicato agli artisti modenesi Guido Mazzoni e Antonio Begarelli, massimi interpreti della scultura in terracotta del Rinascimento emiliano.

La mostra è promossa dal Comune di ModenaMuseo Civico d’Arte, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e dalla Soprintendenza per i Beni storici artistici ed etnoantropologici di Modena e Reggio Emilia, ed è stata realizzata a cura di Giorgio Bonsanti (Professore ordinario di Storia e tecnica del restauro all’Università di Firenze e Coordinatore scientifico del Centro Europeo di Ricerche sul Restauro) e Francesca Piccinini (Direttrice del Museo Civico d’Arte di Modena).

L’esposizione propone una sessantina di opere, in prevalenza scultoree, a cui si affiancano alcuni dipinti e opere grafiche. Viene approfondita in tutti i suoi aspetti l’intensa attività dei due scultori modenesi, artisti colti e raffinati, la cui fama si è estesa non solo in Italia ma anche all’estero. Nella rassegna vi sono esposti poi non solo lavori di Mazzoni e Begarelli ma anche di altri artisti a loro contemporanei, come Ercole de’ Roberti, Nicolò dell’Arca, Alfonso Lombardi, Correggio, Andrea Mantegna.

I due scultori modenesi esprimono due stili molto differenti, il Mazzoni più realistico, popolaresco e intensamente emotivo, il Begarelli più classico, misurato e aulico. Mazzoni incarna una tendenza tutta quattrocentesca, del primo rinascimento, verso un’arte in cui lo scopo consiste nell’imitare persone e cose, presentandole come se fossero vive e vere, piene di colori, con la massima verosimiglianza possibile e l’assoluta riconoscibilità del personaggio raffigurato.
Begarelli stende invece sopra le proprie opere una coloritura bianca, appena ravvivata da decorazioni ad oro, quasi a farle apparire di marmo, caratterizzandole dunque come statue, come opere d’arte, e non come personaggi reali. Begarelli abbandona le coloriture e si disinteressa dei dettagli minuziosi, perchè le fisionomie devono per lui trasmettere il senso di un sentimento, non raffigurare illusionisticamente la persona. Il riferimento è quello esemplare del Classicismo, un’operazione artistica intesa a depurare il manufatto di ogni intralcio realistico per consegnarlo all’eternità. In questo senso Begarelli è artista del cinquecento, del tardo rinascimento.

Mazzoni e Begarelli hanno in comune l’utilizzo pressoché esclusivo della terracotta, e di questa tecnica sono considerati i due massimi esponenti nella tradizione artistica italiana. Le figure sono modellate per addizione, aggiungendo materia, a differenza della scultura tradizionale, in cui vale il principio di sottrazione, e dove le figure si ottengono intagliando un blocco, ovvero togliendo materia. Considerata un materiale meno pregiato della pietra o del marmo, la terracotta ha poi anche la caratteristica di essere fragile, e i numerosi spostamenti subiti dalle opere di Mazzoni e Begarelli hanno comportato fratture e danneggiamenti. Spesso i restauri a cui sono state sottoposte, anche in periodi assai antichi, hanno condotto addirittura a peggiorarne le condizioni anziché a migliorarle.

Guido Mazzoni (Modena, 1450 circa – 1518) è celebre soprattutto per i suoi Compianti, gruppi di statue policrome a grandezza naturale raffiguranti il lamento funebre sul Cristo morto. Mazzoni raccoglie una tradizione già esistente, introdotta in Emilia dal bolognese Niccolò dell’Arca, e realizza tra il 1475 ed il 1490 un notevole numero di tali gruppi scultorei: il Compianto di Busseto, nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, quello di Modena nella chiesa di San Giovanni Battista, di Ferrara presso Santa Maria della Rosa (ora nella chiesa del Gesù), poi ancora un Compianto a Cremona (andato disperso) ed uno a Venezia (del quale si conservano notevoli frammenti presso i Musei Civici di Padova). Altre opere notevoli eseguite prima del 1491 sono la Madonna col Bambino di Guastalla ed il celebre Presepio oggi posto nella cripta del Duomo di Modena (detto anche Madonna della Pappa per il gesto della fantesca che soffia sulla ciotola per raffreddare la temperatura del cibo prima di darlo al bambino). Dopo il 1491 lavora a Napoli presso la corte aragonese di Ferdinando I e poi in Francia con i re Carlo VIII e poi Luigi XII, sempre esprimendo un attento realismo nella produzione ritrattististica, nell’ambito prevalentemente di opere plastiche di arte sacra.

La prima opera di Antonio Begarelli (Modena, 1499 – 1565) è la Madonna della piazza, attualmente esposta al Museo Civico di Modena, e che vince un concorso bandito dal Comune. Grazie a questa realizzazione diventa artista “ufficiale” della città di Modena e ottiene commissioni da parte di importanti famiglie locali per le quali realizza grandi monumenti funebri e opere devozionali. Successivamente lavora prevalentemente a commissioni religiose, realizzando opere in diverse chiese modenesi: il Compianto per la chiesa di Sant’Agostino, il piccolo Presepe nella cattedrale modenese e il Compianto nella chiesa di S. Francesco, considerato il suo capolavoro, un gruppo di tredici figure di grandezza al vero del 1530-1531 che ritraggono la Deposizione dalla croce. Successivamente instaura un rapporto con l’Ordine benedettino, in modo via via sempre più esclusivo, e lavora quindi per il Convento e la Chiesa di San Pietro, in cui sono conservate numerose opere in terracotta tra cui i sei santi disposti intorno alla navata centrale, la Pietà e soprattutto il cosiddetto Apogeo Begarelliano, un gruppo raffigurante l’ascensione della Madonna tra i santi Pietro, Paolo, Benedetto e Geminiano. Begarelli è qui sepolto, proprio sotto la grandiosa sepoltura da lui stesso realizzata. Lavora anche presso altri Centri benedettini a Parma (San Giovanni Evangelista) e Polirone, oggi San Benedetto Po (in provincia di Mantova), dove nella chiesa abbaziale sono conservate trentuno statue grandi al vero raffiguranti santi e personaggi del Vecchio Testamento.

La mostra del Foro Boario non contiene forzatamente numerosi capolavori sia del Mazzoni che del Begarelli. Tali opere sono praticamente inamovibili dai luoghi in cui si conservano, collocate nelle Chiese della zona. Gli organizzatori della mostra promuovono quindi due itinerari, uno in città e uno allargato all’Emilia, per integrare la conoscenza culturale dei due artisti modenesi rispetto a quanto proposto al Foro Boario, sollecitando i visitatori ad assumere un ruolo più attivo e curioso. Il primo itinerario prevede la visita alle chiese del centro storico di Modena in cui ancora si custodiscono gruppi scultorei di Mazzoni e Begarelli (Sant’Agostino, San Giovanni, San Francesco, il Duomo, San Domenico e San Pietro) e la visita della Galleria Estense e del Museo Civico, dove si conservano opere che non si è ritenuto prudente spostare dalla loro collocazione abituale. Il secondo itinerario ideale tocca alcuni centri della provincia di Modena come San Cesario sul Panaro, Bomporto, Monteorsello di Guiglia e Verica, e arriva fino a Ferrara, Parma e San Benedetto Po.

In occasione della mostra tutti i gruppi plastici realizzati da Mazzoni e Begarelli nel territorio modenese sono stati oggetto di un intervento di manutenzione straordinaria. Quelli conservati nelle chiese del centro di Modena, spesso difficilmente apprezzabili a causa di un’impropria o carente illuminazione, sono inoltre stati valorizzati attraverso un progetto illuminotecnico appositamente studiato.

Sono previste visite guidate, a pagamento, sia per l’itinerario cittadino che per quello “fuoriporta”. All’interno del Foro Boario è possibile anche noleggiare un’audioguida.

In occasione della mostra è stato pubblicato un catalogo edito da Franco Cosimo Panini Editore.

Il Foro Boario di Modena è situato in via Bono da Nonantola , 2, presso il parco Novi Sad. L’orario di visita alla mostra è tutti i giorni dalle 10 alle 19, con chiusura settimanale il lunedì.
Il biglietto di ingresso intero costa 8 euro, il ridotto 6 euro per gruppi, categorie convenzionate e ragazzi 14-18 anni, 3 euro invece per le scuole. L’ingresso è gratuito per gli over 65 anni e gli under 14 anni.

Per informazioni:
tel. 320.4727903
email info@mazzonibegarelli.it

Pubblicato: 17 Marzo 2009Ultima modifica: 18 Marzo 2009