Castelfranco Blues Festival

Dal 29 maggio al 3 giugno la musica blues italiana è protagonista a Castelfranco Emilia. Undici concerti in piazza Garibaldi, incontri con esperti, mostre di fotografia e di pittura per esplorare ed approfondire tutti gli aspetti della cultura blues.

Dall’1 al 3 giugno nel centro storico di Castelfranco Emilia in piazza Garibaldi si svolge la quarta edizione del Castelfranco Blues Festival, una manifestazione che offre il meglio del blues made in Italy, con artisti del calibro di Roberto Ciotti, Angelo Leadbelly Rossi, Mario Insegna e Davide Pannozzo. Si tratta di 11 concerti ad ingresso gratuito con protagonisti alcuni tra i più importanti gruppi e solisti italiani che propongono questo genere importato dagli USA e diffusosi in Italia fin dagli inizi del 1900. Nei tre giorni precedenti dal 29 al 31 maggio è poi in programma l’iniziativa collegata Segnali di blues, 3 incontri con esperti con la presentazione di altrettanti libri per esplorare ed approfondire tutti gli aspetti della cultura blues.

La manifestazione è promossa dall’omonima associazione “Castelfranco blues festival” con la collaborazione del Comune di Castelfranco, della Provincia di Modena e della Regione Emilia Romagna, che l’ha inserita nel calendario annuale dei festival blues regionali.

“Anche se non fa parte della nostra cultura, il blues è comunque una musica popolare che sa parlare a tutti – afferma Beniamino Grandi, Assessore provinciale alla Cultura – e quindi sono benvenute queste iniziative che animano le città e valorizzano il talento dei nostri artisti”.

Il blues è un genere musicale le cui radici sono da ricercare nell’ambito della cultura delle popolazioni nere americane del diciannovesimo secolo. Tipicamente, le origini del blues vengono individuate nei canti delle comunità degli schiavi afroamericani che vivevano nelle piantagioni delle regioni del sud degli Stati Uniti.
Il significato dell’aggettivo inglese blue esprime un sentimento misto di melanconia e nostalgia, nell’inglese contemporaneo “being blue” significa “essere triste”, mentre lo stesso colore blu è considerato il colore della sofferenza.
Oltre a questo particolare stato d’animo complessivo che viene vissuto e in un qualche modo trasmesso, gli elementi strumentali base che caratterizzano questo genere musicale sono i più semplici ed elementari: la voce, la chitarra e l’armonica a bocca. Da notare poi che molti degli stili della musica popolare moderna derivano o sono stati fortemente influenzati dal blues: si parla ad esempio del jazz, del rhythm and blues, del rock and roll, della musica pop e anche dell’hip-hop.

Il Castelfranco Blues Festival si apre venerdì 1 giugno alle ore 20 con Roberto Babini e i Mystery Train che propongono un genere fortemente ispirato al Chicago blues degli anni ’60. Alle 21 è il turno di Pera Williams con uno stile del tutto personale sia nel canto che nell’uso dell’armonica. Chiude la serata la Almost Blue’s Band che torna a Castelfranco dopo una memorabile esibizione alla prima edizione del festival.
Sabato 2 giugno alle 17 è il turno di Alligator Nail con un repertorio ricercato nel Blues delle radici. A partire dalle 19.30 il duo acustico costituito da Robert Bisha (chitarra e pianoforte) e Fred Wolf (voce e armonica) reinterpreta e riadatta alcuni classici. Alle 20.30 Angelo Leadbelly Rossi e i suoi Poor Boys propongono un repertorio basato sul Delta blues, con puntate nel repertorio della Chicago anni ’50 e ’60. Alle 22 chiude la seconda giornata l’atteso appuntamento con la musica di Roberto Ciotti, autore dalla lunghissima carriera e che vanta numerose collaborazioni con artisti italiani (Bennato, De Gregori) e stranieri (Ginger Baker, Brian Auger), oltre a svariate tournè in giro per il mondo.
La domenica 3 giugno si apre alle 17 col concerto del Dr. Sunflower: il batterista Mario Insegna presenta il suo medicine show, capace di curare tutto e niente. Alle 19.30 riflettori sulla voce e sulla chitarra di Lil’ Paul Venturi, uno dei più bizzarri ed originali bluesman italiani. Segue alle 20.30 il concerto dell’Oscar Abelli Quartet, una rilettura in chiave blues di storiche canzoni rock/pop o di brani del repertorio musicale anglo-americano. Chiude il festival alle 21.30 la Back in Blues Band, una delle più rinomate rhythm’n’blues band italiane con all’attivo mille concerti in giro per l’Italia in quindici anni di attività.

La rassegna Segnali di Blues anticipa e prepara i concerti, inizia martedì 29 maggio alle 21 presso l’Old distillery pub in piazza Aldo Moro 8/b con il noto critico musicale Dario Salvatori che presenta il suo libro “Rock around the clock”. Tema della serata l’influenza del blues sulla cultura americana.
Mercoledì 30 maggio alle 21 presso la birreria Rustico medioevo in via Tarozzi 26 incontro sul tema del “Blues made in Italy”. Partecipano il musicista Paolo “Catfish” Ganz, che presenta il suo libro “Nel nome del blues”, il produttore e musicista Martin Iotti e Alessandro Gandino della radio K-rock.
Le origini del blues sono invece il tema dell’ultimo appuntamento, giovedì 31 maggio alle 21, di nuovo all’Old distillery pub: Edoardo Fassio, giornalista e conduttore radiofonico, presenta il suo saggio “Blues”.

Tra le altre iniziative collegate al festival si segnala anche la mostra di fotografia e pittura “Tracce blues” allestita a Palazzo Piella presso il Museo civico archeologico, in corso Martiri 204. Il fotografo Dante Facchini propone un viaggio a New Orleans mentre il pittore Franco Ori espone opere ispirate agli artisti simbolo della musica moderna. La mostra è visitabile nelle serate dal 29 maggio all’1 giugno dalle 20 alle 22.30 e sabato 2 e domenica 3 giugno dalle 17 alle 22.30.

In occasione del Castelfranco Blues Festival diversi espositori offrono poi in vendita cd, libri, vestiario e strumenti musicali a tema mentre tutte le sere in Piazza della Vittoria è presente uno stand gastronomico con gnocco e piadine a cura dell’associazione “Palio dei 4 rioni”.

Per ulteriori informazioni:
Ufficio Cultura del Comune di Castelfranco Emilia
Tel. 059 959377
E-mail: info@culturacastelfranco.it

Pubblicato: 23 Maggio 2007Ultima modifica: 17 Giugno 2020