Il siero residuo della produzione del parmigiano reggiano sarà impiegato sempre di più come materia prima nell’industria farmaceutica. E’ uno degli obiettivi scaturiti nel convegno che si è svolto mercoledì 13 aprile a Novi nella sede del Caseificio razionale novese su iniziativa della Provincia di Modena e del Comune di Novi al quale hanno partecipato numerosi allevatori e rappresentanti di caseifici. Sono intervenuti Tiberio Rabboni, assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna, Emilio Sabattini, presidente della Provincia di Modena, Giandomenco Tomei, assessore provinciale all’Agricoltura, Luisa Turci, sindaco di Novi, Eros Valenti, presidente di Granterre, Ivano Chezzi, responsabile Attività produttive di Granterre e Vanni Preti di Serum.
Nel corso del convegno sono stati illustrati gli ultimi dati di un progetto, partito nel 2008 su iniziativa del gruppo Granterre, per la trasformazione del siero in alimento nel settore zootecnico e per l’impiego nell’industria farmaceutica. La lavorazione del siero viene realizzata grazie agli investimenti da parte delle imprese pari a nove milioni sostenuti da un finanziamento di circa tre milioni di euro della Regione Emilia Romagna, nell’ambito del progetto di filiera del parmigiano reggiano. Le risorse pubbliche sono servite a realizzare investimenti in oltre 70 tra caseifici e aziende agricole dell’area del parmigiano reggiano oltre alla necessaria formazione per rendere operativo il sistema; senza trascurare i benefici economici indiretti che hanno coinvolto altre 500 allevatori dell’area del parmigiano reggiano.
Grazie alla concentrazione del siero per ridurre i costi di trasporto, l’ostacolo maggiore al riutilizzo, dopo due anni di rodaggio vengono riciclati attualmente circa sette mila quintali di siero al giorno negli allevamenti zootecnici e in polvere nell’industria farmaceutica. Ora la nuova prospettiva a cui si sta lavorando è proprio quella di aumentare ulteriormente la quota destinata all’industria farmaceutica.
Circa l’85 per cento del latte utilizzato per produrre parmigiano reggiano dopo la lavorazione del formaggio rappresenta un residuo. Grazie a questo progetto sta diventando sempre di più una opportunità economica per le imprese del settore.