Nella relazione sulle attività estrattive una parte è dedicata agli impianti di lavorazione, i frantoi, che sono diminuiti in questi ultimi anni da 33 a 28, per effetto delle demolizioni previste dal Piano provinciale (le più recenti a Sassuolo e una avviata a Modena, in precedenza tre demolizioni sul Secchia, una sul Panaro e una in una cava di monte). L’obiettivo è di allontanare progressivamente questi impianti dalle rive dei fiumi, dove furono costruiti decenni fa, un percorso che la Provincia intende proseguire per liberare definitivamente i fiumi da un pesante impatto ambientale.
I frantoi sono 16 in pianura, sei in collina e sei in montagna di cui uno attualmente non attivo.
I 22 impianti di pianura e collina sono collocati nei comuni di Campogalliano Formigine, Marano, Modena (quattro frantoi di cui uno in corso di demolizione a Marzaglia), Pavullo, Prignano, S.Cesario, Savignano e Spilamberto. Sono tutti in prossimità dei fiumi: sette lungo il Secchia e 15 sul Panaro di cui quattro con attività attualmente sospesa, mentre gli altri 11 lavorano regolarmente e si trovano nel tratto medio-alto del corso d’acqua: dal ponte dell’Autosole fino a ponte Chiozzo a Montese.