Tribunale di Modena: Il processo “Dai banchi all’aula”. I risultati del progetto con gli studenti delle superiori

Interpretare per capire, capire per cambiare, attraverso l’esperienza di un processo penale così da comprendere a fondo i meccanismi della giustizia e il funzionamento dei procedimenti di giustizia, acquisendo consapevolezza sui rischi e le responsabilità connesse alle condotte illecite.

È l’obiettivo del progetto “Dai banchi all’aula: interpretare per capire, capire per cambiare” che ha coinvolto il Tribunale di Modena, l’Ordine degli Avvocati e l’Ufficio scolastico provinciale di Modena, con l’obiettivo di portare gli studenti degli Istituti Secondari di II grado a diretto contatto con il mondo della giustizia, offrendo loro la possibilità di vivere una ricostruzione realistica di un processo penale all’interno di un’aula del Tribunale, dopo un percorso di preparazione teorica e laboratoriale.

Il progetto, avviato lo scorso autunno e concluso in questi giorni, ha coinvolto complessivamente 163 studenti, in otto classi di sette istituti superiori modenesi.

Dopo una prima fase del progetto svolta in classe, gli studenti si sono cimentati in un nella simulazione di un procedimento nelle aule del Tribunale di Modena.

Per il presidente del Tribunale Alberto Rizzo «vivere l’esperienza del processo penale va ben oltre lo studio: è un viaggio nel cuore pulsante dei nostri valori. In questa palestra di vita, i ragazzi non scoprono solo gli ingranaggi della giustizia, ma toccano con mano il peso delle responsabilità e le ombre dei passi falsi, affrontando da protagonisti temi di particolare delicatezza, quali in generale le molestie, il razzismo, il bullismo e l’illecita diffusione di immagini modificate o genarate tramite intelligenza artificiale. Voglio ribadire il mio entusiastico apprezzamento per il coinvolgimento e la passione con cui le studentesse e gli studenti hanno animato il loro impegno, manifestando piena consapevolezza dei valori in gioco, giungendo spesso a risultati sorprendenti.

Davanti a progetti così intensi, il cuore si riempie di speranza: guardare al domani non fa più paura, perché le radici dei nostri giovani sono forti, sane e pronte a sostenere il futuro. Un plauso convinto agli insegnante e dirigenti scolastici che hanno accompagnato i “giovani giuristi”, preparadoli ad affrontare l’agone processuale con straordinaria competenza tecnica».

Il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati Roberto Mariani sottolinea che «questo progetto è la prova di un’alleanza possibile: lo Stato che si unisce per dare vita a una società più giusta, dove la legalità si respira e si vive sulla propria pelle, quotidianamente, ben oltre i banchi di scuola. Questa preziosa sinergia non è un atto dovuto, ma un autentico atto d’amore per il territorio: una vera e propria “semina di giustizia” i cui frutti cambieranno il volto delle nostre comunità.

Non posso né voglio i dimenticare i ragazzi che hanno partecipato con entusiasmo agli incontri, al loro timore iniziale e alla loro soddisfazione per aver vissuto in prima persona l’esperienza processuale. Gli studenti sono stati i veri protagonisti del processo. Li ringrazio tutti. Questa attività rimarrà nel cuore di tutti noi. Mi preme infine ricordare i tanti Colleghi impegnati nelle altre  iniziative di legalità patrocinate dal Consiglio».

Il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Giuseppe Schena sottolinea «quanto sia fondamentale la rilevanza di simili iniziative per le istituzioni scolastiche, in quanto consentono agli studenti di fare esperienza diretta delle dinamiche di un procedimento penale. Tale percorso permette di comprenderne appieno i risvolti diretti e indiretti, nonché le severe ricadute personali derivanti da condotte illecite. Attraverso la sottoscrizione di questo protocollo d’intesa con il Tribunale e l’Ordine degli Avvocati, si consolida e si rafforza la funzione strategica della scuola quale primaria agenzia educativa del territorio, impegnata nella promozione del rispetto della legalità, dell’educazione civica e dell’agire responsabile». I progetti hanno avuto, come obiettivi, tra gli altri, quello di promuovere la cultura della legalità e della giustizia, attraverso un’attività didattica concreta e coinvolgente, rendere comprensibili e accessibili i meccanismi della giustizia penale, favorendo una riflessione critica sui concetti di responsabilità, colpa, pena, diritti della difesa, presunzione di innocenza.

Pubblicato: 25 Maggio 2026