Si è tenuta a Bologna mercoledì 4 novembre la presentazione del rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (Bes) delle province e delle città metropolitane, edizione 2025. Il documento, illustrato da Upi Emilia-Romagna, ha tracciato un bilancio basato su 84 indicatori suddivisi in 11 dimensioni, offrendo un quadro sui livelli di qualità della vita nei territori.
I dati hanno confermato che la provincia di Modena si è collocata tra le realtà del panorama regionale e nazionale, facendo registrare performance, in coerenza con il trend dell’Emilia-Romagna.
Dall’analisi dei parametri è emerso un territorio a trazione occupazionale e formativa. Il punto di forza è stato rappresentato dal settore “Lavoro e conciliazione dei tempi di vita”, dove l’area modenese ha conquistato il primo posto in Emilia-Romagna con un indicatore sintetico pari a 110,2. A trainare il comparto sono stati i dati sul mercato giovanile – con un tasso di occupazione al 44,6 per cento e di disoccupazione al 6,8 per cento – uniti a un numero di giornate retribuite nell’anno (258,8) e a divari di genere nell’occupazione.
Anche il comparto della “Salute” ha espresso un profilo sopra la media nazionale e regionale con un valore sintetico di 108,3. Le prestazioni sono state sostenute dai livelli di aspettativa di vita alla nascita – pari a 82,5 anni per gli uomini e 86,0 anni per le donne – e da un tasso di mortalità generale pari a 83,7 per 10.000 abitanti.
Sul fronte della sostenibilità, la dimensione “Ambiente” ha visto Modena attestarsi al secondo posto in graduatoria regionale a pari merito con Reggio Emilia, con un punteggio di 103,4. La qualità ambientale del capoluogo ha registrato una dotazione di verde urbano pari a 75,6 metri quadrati per abitante. Si aggiunge una densità di piste ciclabili pari a 134,7 chilometri per 100 km². Registrate inoltre l’incidenza di immatricolazioni di auto elettriche e ibride (47,5%) e la presenza di impianti fotovoltaici installati, pari a 10,6 per chilometro quadrato.
Accanto ai punti di forza, la statistica ha messo in luce alcune criticità. I ritardi sono emersi nel settore “Paesaggio e patrimonio culturale”, che ha visto Modena in penultima posizione in regione con un punteggio di 98,8. A incidere sul risultato è stata la densità di verde storico e parchi urbani nel capoluogo, pari allo 0,5 per cento. Si aggiunge una presenza di biblioteche pari a 18,5 ogni 100.000 abitanti.
Elementi di debolezza hanno riguardato l’ambito dell’innovazione, per il numero di start-up innovative e di imprese nei settori ad alta intensità di conoscenza. Questo aspetto è controbilanciato dal comparto della ricerca, dove Modena ha registrato la propensione alla brevettazione con 263,9 brevetti per milione di abitanti.
Infine, il report ha evidenziato l’incidenza delle spese rigide sulle entrate correnti al 24 per cento per l’ente locale e la presenza di un divario di genere nelle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, con una differenza annuale pari a -10.126 euro.
Il “Sistema informativo statistico del Bes delle province” è un lavoro progettuale che conferma una buona pratica sul versante organizzativo e statistico, in piena applicazione del protocollo di intesa sottoscritto tra Istat, Upi, Anci e Regioni e Province Autonome, in quanto collaborano trentatrè Province e otto Città metropolitane al fine di standardizzare la raccolta ed elaborazione di indicatori territoriali di sviluppo sostenibile dei territori provinciali.