Presentazione
Introduzione

Parco regionale del Frignano
Parco regionale dei Sassi di Roccamalatina
Riserva naturale delle Salse di Nirano
Riserva naturale della Cassa d’espansione del Secchia
Riserva naturale di Sassoguidano
Area di riequilibrio ecologico Il Torrazzuolo
Oasi faunistica di Manzolino
Oasi delle Valli di Mortizzuolo e zone contigue
Altre zone umide
Animali selvatici nel modenese: dove e come osservarli
Parco faunistico di Festà
Reti ecologiche
Itinerari escursionistici
Soggiorni itineranti per le scuole
Parchi di interesse storico-naturalistico
Musei naturalistici e Centri di educazione e documentazione ambientale
Come comportarsi nelle aree protette

Credits

 


Reti ecologiche

Gli animali e le piante tendono generalmente ad insediarsi e a formare popolazioni stabili negli habitat a loro più adatti per poi diffondersi nel territorio circostante alla ricerca di nuove aree dove stabilirsi al fine di procurarsi il cibo, trovare luoghi adatti alla riproduzione o sfuggire a situazioni divenute ostili.
La capacità delle popolazioni animali e vegetali di migrare e di colonizzare nuovi siti ne garantisce la soprawivenza anche quando la loro presenza nelle aree d’origine viene a trovarsi in pericolo. Il continuo spostamento di individui appartenenti a popolazioni diverse, inoltre, ne aumenta la variabilità genetica contribuendo a ridurne la probabilità di estinzione locale.

Come le società umane abitano città e paesi e si spostano attraverso corridoi preferenziali quali strade e ferrovie, così piante ed animali occupano i loro habitat muovendosi e propagandosi lungo elementi di connessione costituiti, nelle pianure europee, da siepi, filari, fasce boscate e corsi d’acqua. In questi loro movimenti sono tuttavia ostacolati dalla mancanza di continuità di queste connessioni per la presenza di aree ad agricoltura intensiva, infrastrutture di vario genere e centri abitati.
Le diverse popolazioni vegetali e animali non possono e non devono, quindi, essere considerate delle entità confinate, per le quali è sufficiente preservare alcune “isole di natura”, ma piuttosto delle componenti di un ecosistema più ampio per la soprawivenza del quale è necessaria un’adeguata dotazione di naturalità diffusa.
Purtroppo, nelle zone più popolose, le aree naturali si sono ridotte drasticamente in termini di quantità e varietà e tendono ad essere sempre più isolate le uno dalle altre. lì risultato di tutto ciò è la presenza di piccoli frammenti di habitat naturali e seminaturali immersi in un “mare” di ambienti artificiali, barriere insormontabili per animali e piante.
È quindi essenziale che i frammenti rimasti vengano tutelati e messi in collegamento tra loro con la creazione di passaggi e vie di connessione, studiati e realizzati con l’obiettivo di formare una rete di elementi naturali che possa convivere con gli ambienti utilizzati dall’uomo per l’agricoltura, gli insediamenti e le infrastrutture.

Gli elementi della rete. Le reti ecologiche sono stmtture complesse costituite da diversi elementi così articolabili:

  • nodi: aree dove sono concentrate il maggior numero di specie o quelle considerate più rare e minacciate. Sono rappresentati non solo da aree protette di vario genere ma anche da altri ambienti naturali e seminaturali. Un bosco o uno stagno, per esempio, possono essere considerati dei nodi;
  • aree cuscinetto: fasce che circondano i nodi e li proteggono da alcuni impatti. Sono aree importantissime, in quanto molte specie tendono a concentrarsi proprio lungo il perimetro dell’area di nodo per muoversi poi nel territorio circostante alla ricerca di cibo o di ulteriori spazi;
  • corridoi: elementi naturali che favoriscono gli spostamenti delle specie tra i nodi. Sono costituiti in primo luogo dai corsi d’acqua -elementi complessi a loro volta costituiti da alveo, aree golenali, argini ed aree esterne funzionalmente connesse al fiume - e, in secondo luogo, da siepi, fasce boscate o a prato, filari ed altri elementi naturali e seminaturali del territorio rurale;
  • aree d’appoggio (stepping stones): aree naturali e seminaturali di piccola dimensione che, non essendo abbastanza grandi per poter svolgere la funzione di nodo, sono tuttavia in grado di offrire rifugio o nutrimento ad alcune specie, andando così a costituire un supporto per il trasferimento di organismi tra i nodi.

Un ambiente ad ostacoli. I nodi e i pochi corridoi ecologici esistenti sono spesso interrotti da realtà che rendono difficile, se non impossibile, il passaggio degli animali. Le interruzioni più frequenti delle reti ecologiche sono costituite da:

  • aree urbane: l’assenza di habitat adeguati, le superfici quasi completamente impermeabilizzate, la massiccia presenza dell’uomo, il disturbo provocato dal traffico e dalla densità degli edifici rendono i centri abitati ostili anche al solo passaggio degli animali;
  • aree ad agricoltura intensiva: le pratiche dell’agricoltura meccanizzata e la diffusione delle monocolture intensive su vaste superfici non lasciano spazio ad alberi, siepi ed altri luoghi di rifugio per la fauna selvatica. Inoltre l’uso di fertilizzanti e pesticidi di sintesi, indispensabili nelle monocolture intensive, tende a ridurre il numero di specie presenti nel suolo e nei vicini fossi e scoline;
  • strade e ferrovie: le infrastrutture viarie costituiscono barriere a volte insormontabili, soprattutto per specie come anfibi, rettili e piccoli mammiferi. Il disturbo provocato da un’autostrada può causare la riduzione del 39% degli uccelli nidificanti in una fascia di 700 metri ad essa contigua. Anche il traffico ha gravi responsabilità: infatti èsufficiente il passaggio di una vettura al minuto per eliminare il 90% degli anfibi in migrazione durante il periodo riproduttivo;
  • canali cementificati: i corsi d’acqua artificializzati, con sponde lisce e ripide, possono costituire una barriera o una trappola mortale per molte specie animali;
  • linee elettriche: i cavi aerei possono causare la morte degli uccelli sia per collisione che per folgorazione; per alcune specie di grandi dimensioni è stato registrato un numero di vittime pari al 75% della popolazione locale.

La Provincia di Modena, nell’ambito del Progetto Europeo Life “Econet”, ha definito la rete ecologica della pianura modenese e sta attivando le azioni per la sua realizzazione.

 

Una rete ecologica è l’insieme degli spazi naturali o seminaturali e degli elementi del territorio che ne assicurano la connessione, consentendo la vita e la diffusione delle specie selvatiche animali e vegetali.

La rete ecologica della pianura modenese.

 

  Provincia di Modena © 2002-03   [^] Torna su Edizione settembre 2003