|


|
 |

Parchi di interesse storico-naturalistico
[18] Parco di Villa Sorra.
Il Parco di villa Sorra si estende per oltre 40 ettari nel territorio di Castelfranco Emilia. La tenuta conserva il nome dei Sorra, nobile famiglia che edificò il complesso e ne ebbe la proprietà per oltre due secoli. La tenuta agricola, la casa padronale, il giardino e il parco danno luogo a un campione pressoché unico di paesaggio agrario preindustriale, di inestimabile valore storico, culturale e ambientale.
La villa è uno dei più importanti edifici storici del territorio modenese: esempio significativo del barocchetto emiliano, fu costruita nella prima metà del diciottesimo secolo.
Il giardino, costruito nel Settecento assecondando gli schemi formali dell'epoca, nella prima metà dell'Ottocento venne ristrutturato secondo le nuove regole compositive del Ògiardino all'ingleseÓ che si andavano diffondendo in quegli anni, dando vita a quello che oggi è l'esempio più rappresentativo di giardino ÒromanticoÓ dell'Ottocento estense e uno dei più importanti, se non il più importante, dei giardini informali tuttora presenti in Emilia Romagna.
In un'ampia fascia esterna, in corrispondenza di due vecchi pioppeti coltivati, sono cresciute diverse specie vegetali che hanno dato vita a un interessante complesso botanico in spontanea evoluzione.
Tra gli esemplari arborei di maggior pregio ricordiamo due grandi esemplari di Magnolia grandiflora (magnolia), d'impianto ottocentesco. All'interno del giardino sono presenti alcune querce imponenti, anch'esse risalenti al XIX secolo, oltre ad interessanti esemplari di Taxodium disticum (cipresso calvo) e di Cercis siliquastrum (albero di Giuda). Il parco ospita poi farnie, carpini, aceri, pioppi e frassini, oltre ad arbusti quali corniolo, sanguinello, sambuco, lantana e biancospino. Il sottobosco è caratterizzato dalla presenza di svariate specie, tra le quali diverse orchidee spontanee (Listera ovata, Orchis incarnata, Cephalanthera damasonium), il Colchicum lusitanum (fiore del freddo) e la Vinca minor (pervinca). Negli specchi d'acqua troviamo la tipica vegetazione stagnale costituita dal Nuphar luteum (nannufaro) e dalla Nymphaea alba (ninfea).
Per quanto riguarda la fauna, sono presenti la testuggine palustre, la natrice tessellata, l'upupa, l'airone cenerino, la nitticora, la gallinella d'acqua, il martin pescatore, il picchio verde, il picchio rosso maggiore, il germano reale, lo scricciolo, il pettirosso, la cinciallegra, la capinera, l'usignolo, il ghiro e il riccio.
Apertura. Il parco di villa Sorra è aperto nelle ore diurne tutto l'anno. Il giardino storico è invece visitabile solo accompagnati da personale autorizzato (tutte le domeniche pomeriggio da marzo a settembre o, per gruppi, anche su appuntamento).
Informazioni Tel. 059 959216 - 896625 - 206660 e-mail: villasorra@villasorra.it sito internet: www.villasorra.it
[16] Parco della Resistenza di Monte S.
Giulia. Il Parco si sviluppa su 27 ettari di superficie prevalentemente
boschiva presso Monchio di Palagano, a 935 m s.l.m. Durante lultima
guerra mondiale questi luoghi furono teatro di episodi cruenti legati
alla lotta di Resistenza. A rievocazione di questi fatti sono state recentemente
installate, nel piazzale dingresso, sculture in pietra.
La copertura vegetale dellarea è costituita prevalentemente
da una formazione boschiva tipica del medio Appennino, formata da querce
(roverella e cerro), castagni, carpini, frassini; numerosi sono gli alberi
da frutto inselvatichiti, (ciliegi, meli, pruni, peri). Nel ricco strato
arbustivo troviamo biancospino, nocciolo, ginepro, corniolo, sanguinello,
ecc. Numerose le specie di animali presenti nel parco e nella zona che
si estende intorno ad esso: lepre, riccio, talpa, scoiattolo, ghiro, volpe,
capriolo, cervo, nonché molti uccelli come merlo, picchio, fringuello,
gazza, ghiandaia, poiana, gheppio, falco pecchiaiolo, assiolo; tra i rettili
troviamo orbettino, lucertola, biscia dal collare, biacco.
Il Parco, di proprietà della Provincia di Modena che lo gestisce
in collaborazione con il Comune di Palagano e la Comunità montana
Modena-Ovest, è dotato di unarea attrezzata con panchine,
tavoli, barbecue, sentieri, un ampio parcheggio. Dallestate del
2001 sarà in funzione il nuovo Centro Servizi al Parco (sala mostre,
sala conferenze, bar, ristorante, ecc.). Si può inoltre visitare
una chiesetta romanica sita sulla sommità del monte.
Per informazioni: Provincia di Modena, Assessorato al Turismo,
tel. 059 209525;
Comune di Palagano, tel. 0536 961515.
[17] Parco-bosco del Castello di Montegibbio.
Il parco e il bosco di Montegibbio, a pochi chilometri da Sassuolo, si
estendono per circa 30 ettari su una collina alla cui sommità sorge
lantico castello. Oltre che essere luoghi ideali per passeggiate
e riposo, rivestono importanza naturalistica e scientifica per linsolita
e abbondante presenza, accanto a querce, carpini, frassini, castagni e
noccioli, di pino silvestre (Pinus silvestris). Questa conifera, tipica
pianta alpina, rappresenta una sorta di relitto dellultima era glaciale,
quando ricopriva vaste aree dellAppennino settentrionale e della
pianura Padana. La zona è ricca di animali selvatici. Il Parco,
di proprietà del Comune di Sassuolo, è aperto regolarmente
al pubblico tutti i giorni.
[19] Parco Ducale di Pavullo. Il Parco si sviluppa
per circa 14 ettari attorno al Palazzo Ducale di Pavullo, fatto costruire
da Francesco IV nel 1830 come residenza estiva e oggi sede di pubblici
uffici e di una sala per mostre darte.
Questo giardino pubblico rappresenta, sotto il profilo botanico, una vera
e propria palestra per losservazione ed il riconoscimento
della vegetazione arborea autoctona ed anche di quella esotica; vi si
rinvengono infatti circa una cinquantina di specie diverse tra alberi
e arbusti. Alcuni esemplari raggiungono dimensioni ragguardevoli, come
alcuni frassini , aceri montani, sequoie americane (Sequoia sempervirens
e Sequoiadendron giganteum) e il famoso pinone, un secolare
cedro del Libano alto circa 30 m.
Numerosi uccelli popolano il Parco, soprattutto passeriformi, tipici dellambiente
urbano e dei boschi di latifoglie; fra questi sono frequenti il picchio
muratore, il luì piccolo, lo scricciolo, il pettirosso, la capinera,
il fringuello, il verzellino e lo sparviere.
Per informazioni: Comune di Pavullo, Ufficio Ambiente, tel. 0536/29933.
Oasi naturalistica urbana di Via Marconi.
La tutela e la valorizzazione
di quest’area, di proprietà del Comune di Modena, nasce
nel 1996, dalla collaborazione fra il Settore Risorse e Tutela Ambientale,
la Circoscrizione 4/S.Faustino - Saliceta S.Giuliano - Madonnina - Quattro
Ville, il WWF di Modena, e L’ I.T.F. Selmi (indirizzo biologico
sperimentale), con l’intento di realizzare un’oasi naturalistica
urbana e un centro didattico ambientale, per far conoscere l’originalità e
la bellezza degli ambienti di pianura. In seguito all’abbandono
dell’attività agricola, avvenuta negli anni successivi
al dopoguerra, l’area di circa 16.000 mq si è man mano
rinaturalizzata.
All’interno dell’area sono presenti filari
di olmi che insieme alle viti costituivano la tipica “piantata
modenese”, macchie arbustate e siepi con specie legnose autoctone,
prati stabili ricollegabili ai prati irrigui un tempo diffusi nel modenese.
Tali ambienti, anche se di modeste dimensioni, rappresentano un importante
ed unico ecosistema all’interno del centro urbano della città. Le
specie arboree maggiormente diffuse sono: l’olmo campestre e l’olmo
ciliato, il pioppo nero, il salice bianco, il ciliegio, l’acero;
tra gli arbusti: la berretta da prete, il biancospino, il prugnolo,
il ligustro. Tutte queste specie entravano nella composizione dei boschi
planiziali padani. Sono inoltre presenti le specie erbacee tipiche
degli ambienti delle delle siepi e dei margini boschivi, delle radure
e dei
prati, quali i ranuncoli, il piè di gallo, il lamio, l’edera
terrestre, il narciso, ecc.
Tutta l’area rappresenta un importante
habitat per numerose specie di uccelli. Ne sono state censite 38 specie.
Tra i più comuni il merlo, la tortora dal collare orientale,
la capinera, la cinciallegra, La cinciarella, la ghiandaia, il cardellino,
il verdone ed il verzellino. Frequentano inoltre l’area uccelli
divenuti rari a causa della scomparsa dei loro ambienti naturali come
l’averla piccola, il torcicollo, l’usignolo e la rondine.
Conferiscono ulteriore pregio le presenze di rettili ed anfibi come
il biacco, la lucertola muraiola e campestre, il ramarro, il rospo
smeraldino e la rana verde. Orari di apertura e visite guidate L’oasi è aperta
esclusivamente per l’attività didattica comunale.
Per le
visite guidate o per informazioni contattare il soggetto gestore,
WWF di Modena, via Panni 167, tel. 337 7252530 (www.comune.modena.it/associazioni/
wwfmo/sezione), o il Settore Ambiente del Comune di Modena, tel.
059 206046. Parchi storico-naturalisSopra e sotto, pratii umidi nell’Oasi
Naturalistica di Via Marconi (C. Santini).
|
 |