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Comunicato stampa N° 1104 del 10/10/2002

piano immigrazione: 27 progetti in tutta la provincia \ 1
obiettivo integrazione: la scuola, l’italiano e la casa

Sostegno all’integrazione scolastica, insegnamento della lingua italiana a bambini e adulti, sviluppo della rete dei centri servizio, attività di mediazione culturale, ma anche la sperimentazione di un’agenzia per la casa. Sono gli obiettivi del quarto Piano provinciale per le azioni di integrazione sociale a favore degli immigrati che prevede un costo complessivo di oltre un milione di euro, più di due miliardi di vecchie lire, e un finanziamento regionale di 747 mila euro.

Il Piano è stato approvato dal Consiglio provinciale con il voto della maggioranza di centrosinistra (Ds e Margherita) e Rc. Voto contrario per il centrodestra (FI, An, Ccd e Lega nord).

I progetti previsti sono 27 e sono coinvolte un po’ tutte le aree del territorio, con particolare attenzione alla montagna. "L’aumento dei cittadini stranieri, che oggi rappresentano il 4,7 per cento della popolazione complessiva, già da alcuni anni non è più limitato al capoluogo o ai centri principali" ricorda Giorgio Razzoli, assessore alle Politiche sociali, sottolineando come il potenziamento della rete dei servizi sia necessario anche alla luce della legge "Bossi-Fini" che introduce nuove pratiche amministrative: dall’assunzione dei lavoratori stranieri, alla richiesta e al rinnovo dei permessi di soggiorno, fino all’emersione del lavoro irregolare.

Dei 27 progetti due hanno valenza provinciale: Modena è capofila per l’accoglienza e il sostegno ai profughi e ai rifugiati, mentre Carpi svilupperà i via sperimentale l’Agenzia sociale per la casa in collaborazione con i Comuni del distretto, l’Acer, associazioni di categoria (Lapam e Cna), Caritas diocesana e Fondazione Cassa di risparmio di Carpi. L’obiettivo è quello di favorire la locazioni di alloggi attraverso facilitazioni e garanzie ai proprietari, ma anche contribuire a ridurre il costo degli affitti nel territorio e contenere possibili conflittualità che possono nascere tra proprietari, inquilini e vicini di casa sviluppando percorsi di mediazione culturale. Una sperimentazione specifica di "mediazione di inquilinato" è prevista anche nella zona di Vignola.

"L’esperienza sviluppata nell’elaborazione dei Piani di zona – spiega Razzoli – ha dimostrato che l’estensione della rete dei centri di servizio e dell’attività di mediazione culturale, insieme all’impegno delle associazioni di volontariato, permette di risolvere incomprensioni che emergono nella coabitazione tra culture diverse e nel rapporto con le istituzioni".

ProprietÓ dell'articolo
data di creazione: giovedý 10 ottobre 2002
data di modifica: giovedý 25 agosto 2005