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Comunicato stampa N° 373 del 04/04/2001

prevenzione in autoscuola con "sicuro che torno!" scheda: buoni consigli e falsi miti tra alcolici e droghe
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Tre unità alcoliche per un ragazzo, due e mezzo per una donna, sono il limite oltre il quale scatta il divieto per legge a guidare (corrispondente a un’alcolemia di 0,8 g\l), ma soprattutto rende pericolosa la guida, riduce la capacità visiva, diminuisce la concentrazione, rallenta i riflessi, fa sottovalutare i rischi. E conta poco che uno si senta bene. L’alcol e le droghe nell’organismo lavorano anche se non ce ne accorgiamo.

Ma a cosa corrispondono tre unità alcoliche? Con una birra media (400 ml) si raggiungono tranquillamente le due unità, una lattina è un’unità e mezzo, così come un bicchierino di grappa, mentre un bicchiere di vino (100 ml) è pari a un’unità. Con le sostanze stupefacenti, sotto l’effetto delle quali è assolutamente vietato guidare, l’effetto viene amplificato. E non si pensi che l’alcol faccia buon sangue o aiuti a digerire (gli esperti sostengono esattamente il contrario), così come che le droghe aumentino la lucidità: all’aumento dell’intensità delle sensazioni che, per esempio, provoca l’ecstasy, segue sempre e in modo non prevedibile una fase down caratterizzata da stanchezza, riflessi rallentati e colpi di sonno improvvisi.

Insomma, chi si mette alla guida non dove aver bevuto e non deve essersi drogato. "Meglio aspettare di smaltire la sbornia – è il consiglio degli esperti – o chiamare un taxi: queste le autentiche prove di coraggio per la propria sicurezza e per quella degli altri".

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data di creazione: mercoledý 4 aprile 2001
data di modifica: giovedý 25 agosto 2005