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Comunicato stampa N° 1190 del 25/10/2001

"l’emigrazione modenese" / 2 – ricerca della provincia
per creare il primo atlante storico dell’emigrazione

E’ inizita da alcuni mesi una ricerca sull’emigrazione modenese nel mondo condotta, su incarico della Provincia, dai ricercatori Nora Sigman e Antonio Canovi. Obiettivo del progetto è raccogliere informazioni d’archivio, notizie e testimonianze per realizzare, tempo tre anni, il primo "Atlante della emigrazione modenese nel mondo".

In base alle prime ricerche svolte sulla base delle informazioni fornite dai Comuni c’è la conferma che i più consistenti flussi migratori iniziarono già dalla seconda metà dell’800. Chi partiva fuggiva dalla miseria delle zone montane e dalla devastanti alluvioni che distruggevano l’agricoltura in pianura.

"Il caso modenese – affermano i ricercatori - appare straordinario per la forza dei legami mantenuti con gli emigrati. Legami privati ma anche patti di amicizia e gemellaggi. Esistono storie e collettive e personali ancora da raccontare. Abbiamo chiesto notizie ai comuni, rilevato dati statistici, censito biografie locali e raccolto informazioni negli archivi registrando una sensibilità diffusa tra i cittadini per un fenomeno che risale ormai a tanti anni fa".

Dalla ricerca, che sarà presentata nel corso del convegno il 26 e 27 settembre a Modena e Concordia, emerge, tra l’altro, che nel censimento del 1888 Modena si collocava al ventesimo posto nella graduatoria nazionale delle province con più alto numero di emigranti e al primo posto in Emilia Romagna.

In quell’anno furono si registrate 4329 partenze per paesi non europei e 344 europei. Oltre la metà partivano dal circondario di Mirandola; le destinazione preferite i porti di Buenos Aires in Argentina, San Paolo in Brasile e New York. Alla base del fenomeno ci sono la miseria e il desiderio di costruirsi un futuro migliore, stimolati anche dai cosiddetti "agenti di emigrazione" che, incaricati dalle compagnie di navigazione, diffondevano nelle campagne avvisi e libretti sulle opportunità offerte nei paesi oltreoceano. Da Cavezzo, sempre nel 1888, emigrarono 415 persone, circa un quarto della popolazione residente; la vicina frazione di Disvetro in quel periodo rimase praticamente disabitata.

Alla fine dell’800 si registra una forte flusso migratorio anche da Pievepelago, Fiumalbo e S.Annapelago verso le città di Highwood e Highland park nella zona di Chicago, un’emigrazione che dura fino agli anni ’60 a ondate diverse. I discendenti di quelle famiglie vivono tuttora nelle due città dell’Illinois e il comune di Pievepelago ha sottoscritto un patto di gemellaggio con Highwood dove la comunità modenese, secondo i dati forniti alla Provincia dalla locale associazione culturale dei modenesi, è composta da circa tremila persone, mentre 1500 "anglomodenesi" vivono tuttora a Highland park.

L’indagine prende in esame anche le ondate migratorie tra le due guerre particolarmente intense nei comuni dell’Appennino. Nel censimento del 1921 si rilevano 1340 emigranti dalla zona di Fanano (su circa sei mila abitanti), 613 da Montefiorino, 476 da Lama mocogno e 171 da Riolunato. "La maggior parte sono censiti come emigrati temporanei - spiegano i ricercatori – ma molti di loro non torneranno".

E’ in questo periodo che prende il via il progressivo spopolamento delle montagne con un culmine nei primi anni del secondo dopoguerra, quando si registra in tutta la provincia, ma soprattutto in montagna, la più forte ondata migratoria del secolo con circa quattro mila immigrati registrati nel 1951 e due mila l’anno successivo. Le destinazioni sono soprattutto la Francia, il Belgio, ma anche Germania, Venezuela e Australia. Da Carpi, secondo le fonti dell’archivio storico comunale, nel 1948 partono 129 donne con destinazione Francia e Svizzera. Nello stesso anno due navi partono da Genova per la Terra del fuoco con a bordo mille emiliani, tra cui una quindicina di modenesi, al seguito dell’imprenditore bolognese Carlo Corsari che aveva avviato una falegnameria a Ushia in Argentina. Tra gli altri filoni di ricerca appena avviati emerge anche quello relativo a Castelnuovo che ha stretto un patto di gemellaggio con la città svizzera di Surt dove tuttora risiede una comunità di modenesi emigrati negli anni ’50.

L’ultimo fenomeno migratorio si registra a metà degli anni ’60, in pieno boom economico italiano, e interessa ancora la montagna (soprattutto Pievepelago) ma anche la zona di Carpi e Vignola.

ProprietÓ dell'articolo
data di creazione: giovedý 25 ottobre 2001
data di modifica: giovedý 25 agosto 2005