News

News

Salta il men¨ di navigazione, vai al contenuto principale (Corpo centrale)
ti trovi in: News | · News · News 2013

20 settembre 2013

Monitoraggio ambientale del termovalorizzatore di Modena

I risultati sui controlli ambientali 2012. Arpa nessuna criticità rispetto alle altre zone

Immagine corrente

«l dati del 2012 riconfermano quanto già espresso nei precedenti report non facendo emergere allo stato attuale, presso i punti in cui si è stimato modellisticamente il massimo impatto dell'inceneritore, condizioni di maggiore criticità rispetto al restante territorio della città di Modena». E' questo, in sintesi, quanto emerge dal report sul monitoraggio dell'area intorno al termovalorizzatore di via Cavazza a Modena che Arpa - Agenzia regionale protezione e ambiente Emilia Romagna - ha pubblicato in questi giorni e presentato alla Conferenza territoriale sociale e sanitaria della provincia di Modena nella seduta di venerdì 20 settembre. 

A chiedere una presentazione dei dati relativi ai controlli ambientali ai rappresentanti delle comunità locali erano stati i due presidenti della Conferenza, Emilio Sabattini e Giorgio Pighi, per portare «elementi certi» nel dibattito che si è aperto dopo il provvedimento con il quale l'impianto è stato riclassificato come R1, «perchè il costante lavoro di monitoraggio svolto da Arpa costituisce una garanzia  per i cittadini, e non deve esserci alcun dubbio sui rischi per la salute».

Dal report di Arpa emerge che nel 2012 le concentrazioni medie di PM10 risultano in leggera diminuzione rispetto all'anno precedenti, così come sono ampiamente al di sotto del limite di riferimento fissato dalla normativa per le aree verdi o residenziali le diossine nel suolo, gli idrocarburi policiclici e i metalli.

A presentare i dati del report 2012, consultabile in versione integrale sul portale web www.arpa.emr.it, il direttore della sezione provinciale di Modena, Vittorio Boraldi, il quale ha ricordato che «è dal settembre 2005 che Arpa sta effettuando il monitoraggio ambientale nell'intorno dell'inceneritore di Via Cavazza, così come previsto dalle prescrizioni imposte a seguito della procedura di Valutazione di impatto Ambientale ed ora dall'Autorizzazione integrata ambientale. La sorveglianza ambientale dell'impianto è integrativa e a completamento dell'attività di controllo presso l'inceneritore e ha lo scopo di verificare nel tempo l'efficacia delle condizioni e prescrizioni ambientali definite ed assegnate nella fase autorizzativa. L'ampia e approfondita mole di dati e di informazioni acquisite sia dall'attività di controllo all'impianto che dall'attività di monitoraggio - ha aggiunto Boraldi - oltre 1400 campioni a camino e 13 mila campioni di monitoraggio, ha costituito la solida base conoscitiva per ridefinire dal gennaio 2012 limiti emissivi più restrittivi all'inceneritore, tali da indurre il gestore all'adozione delle migliori modalità gestionali ed operative per l' esercizio dell'impianto».

L'attività di monitoraggio si concentra sulle ricadute ambientali delle emissioni dal camino dell'inceneritore sia nell'aria ambiente che sul suolo e in particolare sugli effetti di un eventuale accumulo sul terreno dei metalli e dei microinquinanti organici, fra cui le diossine. A partire dal 2012, l'attività di monitoraggio dei terreni, delle deposizioni e l'indagine ad alta risoluzione spaziale dell'NO2 sono state eseguite da Arpa, che è subentrata parzialmente al gestore come previsto dalla nuova autorizzazione. Dal gennaio 2013 Arpa è subentrata nella totalità del monitoraggio a Herambiente.

I presidenti della Conferenza territoriale, Sabattini e Pighi, hanno sottolineato l'importanza di «disporre di elementi certi e scientificamente validi per valutare l'impatto dell'impianto sull'ambiente. La salute dei cittadini è il valore più importante, e il dibattito di queste settimane troppo spesso ha fatto leva sulle paure, anziché su elementi certi. Ma è dai dati che dobbiamo partire, e quei dati - osservano Sabattini e Pighi - ci dicono che nella zona intorno al termovalorizzatore non ci sono elementi di maggior criticità rispetto ad altre aree del territorio modenese».

Documentazione allegata

Allegati

Report Arpa via Cavazza - sintesi
data dell'ultimo aggiornamento: venerdý 20 settembre 2013
Report Arpa via Cavazza-sintesi.pdf (933Kb)
ProprietÓ dell'articolo
autore: Ufficio stampa
data di creazione: venerdý 20 settembre 2013
data di modifica: venerdý 11 ottobre 2013