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28 dicembre 2010

Parco Novi Sad - Archeologia di uno spazio urbano

Fino al 17 maggio il Palazzo dei Musei di Modena ospita una mostra dedicata ai reperti archeologici venuti alla luce al Parco Novi Sad durante la realizzazione del parcheggio interrato. Si tratta di importanti testimonianze della Modena romana e medievale.

Immagine corrente
Al Parco Novi Sad di Modena si scava senza tregua da luglio del 2009 per la realizzazione del Novi Park, il secondo più grande parcheggio interrato d’Italia. Su un'area di oltre due ettari, i lavori di scavo hanno messo in luce importanti testimonianze archeologiche della Modena romana e medievale. I ritrovamenti sono oggetto della mostra "Parco Novi Sad - Archeologia di uno spazio urbano", allestita al piano terra del Palazzo dei Musei di Modena presso il Lapidario Romano dei Musei Civici in Largo S.Agostino. Vengono esposti alcuni tra i reperti archeologici più significativi accompagnati da pannelli e videoproiezioni. Il percorso della mostra mette in luce, in una sorta di viaggio nel tempo, i cambiamenti di questa porzione di paesaggio urbano dell'antica Mutina, e permette di comprenderne l’evoluzione nel corso dei secoli.

La mostra rimane aperta fino a martedì 17 maggio 2011, è visitabile ad ingresso gratuito tutti i giorni con orario dalle 8.30 alle 19.30 (sabato 1 gennaio solo nel pomeriggio dalle 15 alle 18), è organizzata da Soprintendenza Archeologica e Museo Civico Archeologico, dagli Assessorati alla Cultura e Urbanistica del Comune di Modena, da Modena Parcheggi, con la collaborazione degli Amici dei Musei e dei monumenti modenesi e delle cooperative Archeologia e Archeosistemi.

Gli scavi al Novi Sad hanno portato alla luce importanti frammenti di vita quotidiana di un passato che viene così doverosamente restituito ai cittadini di oggi. Durante l'età romana, la zona apparteneva alla periferia dell'importante città di Mutina ed era dedicata con tutta probabilità a funzioni produttive e artigianali, indicate dalla presenza di pozzi, di una grande vasca circolare del diametro di 14 metri delimitata da mattoni, destinata alla raccolta delle acque, e di edifici rustici. Ma a prevalere sembra la destinazione funeraria dell'area, testimoniata dalla scoperta di numerose tombe che affiancano quello che sembra essere il rinvenimento più importante: una grande strada in ciottoli che dal centro urbano si staccava in direzione nord-ovest, collegando Modena a Mantova. Il suo tracciato, scoperto per un tratto di oltre 100 metri, risulta perfettamente conservato e riporta ancora le tracce dei solchi lasciati dal passaggio dagli antichi carri. La strada romana, attualmente ancora in corso di indagine per le fasi più antiche, sembra essere stata in uso per secoli, quasi sicuramente dalla fine dell’età repubblicana fino al V secolo dopo Cristo. Dagli scavi sono poi emersi altri reperti preziosi per gli archeologi: collane e altri ornamenti, lucerne figurate, vari oggetti in bronzo, fra cui uno strigile, strumento usato dai gladiatori per detergere il corpo, decorato con rappresentazione di lotte gladiatorie, teschi e ossa. Oltre alle testimonianze di epoca romana, gli scavi per la realizzazione del parcheggio hanno riportato alla luce tracce di età protostorica, un monastero e un sepolcreto di età medievale, e un cimitero riferibile all’epidemia di peste che colpì la città nel 1630, sovrapposto in parte all'antica arteria stradale romana.

Il Comune di Modena ha deciso di avviare un percorso di valorizzazione archeologica dell'area, per restituire ai cittadini una porzione dell'antica Mutina. Il progetto è quello di un vero e proprio museo all’aperto, sul tipo del parco Archeologico della Terramara di Montale. Per questo è stato siglato un protocollo d’intesa che coinvolge il Comune di Modena, la società Modena Parcheggi, impresa concessionaria del nuovo parcheggio Novi Park, e le competenti autorità statali: la Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Emilia-Romagna, Soprintendenza per i Beni archeologici dell’Emilia-Romagna, Soprintendenza per i Beni architettonici e per il paesaggio”. Il tracciato della strada romana verrà riproposto al pubblico nell’ambito di questo progetto di valorizzazione archeologica del parco Novi Sad.

La mostra "Parco Novi Sad - Archeologia di uno spazio urbano" è accompagnata da una guida di 48 pagine a cura di Ilaria Pulini, Silvia Pellegrini, Donato Labate e Mauro Librenti.

Per informazioni:
Museo Civico Archeologico Etnologico di Modena
059 2033100

Documentazione allegata

Allegati

Galleria fotografica degli scavi e dei reperti archeologici
data dell'ultimo aggiornamento: martedý 28 dicembre 2010
novi-sad.pdf (3471Kb)
ProprietÓ dell'articolo
autore: Editoria e Web
fonte: Ufficio Stampa
data di creazione: martedý 28 dicembre 2010
data di modifica: martedý 28 dicembre 2010