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14 dicembre 2010

Rischio sismico

E' stato siglato un accordo tra Provincia di Modena, Protezione Civile e Aniem per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, con particolare riferimento al rischio sismico. Si tratta di un progetto pilota per tutte le province italiane.

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Mettere in sicurezza gli edifici scolastici, con particolare riferimento al rischio sismico, attraverso una collaborazione tra pubblico e privato. Ha questo obiettivo l'accordo siglato dalla Provincia di Modena, dal Dipartimento nazionale di Protezione civile e da Aniem, associazione nazionale imprese edili che associa circa ottomila piccole e medie imprese del settore. Si tratta di un accordo pilota, che ha Modena come prima sede di sperimentazione, e che si candida a diventare un modello da applicare in tutte le province italiane.

L'accordo prevede la realizzazione, entro un periodo di sei mesi, di una ricognizione puntuale di tutte le scuole di ogni ordine e grado, sia pubbliche che private, presenti nei sette Comuni modenesi classificati a rischio sismico. Si tratta dei Comuni di Castelvetro, Fiorano Modenese, Formigine, Frassinoro, Maranello, Pievepelago e Sassuolo, classificati in zona 2, cioè a sismicità media, in base al provvedimento legislativo del 2003 sul rischio sismico, calcolato in base al Pga (picco di accelerazione al suolo) e alla frequenza e intensità degli eventi. Tutti e sette i Comuni hanno aderito all'invito della Provincia, dando la propria disponibilità a partecipare alle attività di raccolta, censimento e verifica dei dati funzionali alle finalità del progetto. In base alla zona di classificazione sismica, i nuovi edifici costruiti in un determinato Comune, così come quelli già esistenti, devono adeguarsi alle normative vigenti in campo edilizio. Con un successivo decreto del 2008 è stata introdotta una nuova metodologia per definire la pericolosità sismica di un sito e, conseguentemente, le azioni sismiche di progetto per le nuove costruzioni e per gli interventi sulle costruzioni esistenti.

Aniem, previo accordo con i Comuni proprietari degli edifici, si assume l'onere di completare le verifiche, al fine di avere un quadro complessivo delle esigenze di messa in sicurezza e consentire quindi una valutazione precisa degli interventi da realizzare sulle strutture scolastiche. Quindi, attraverso un global service, potranno essere attivati gli interventi con la modalità del project financing, con risorse private che andranno a completare il contributo statale.

Degli oltre 48 milioni di euro investiti dalla Provincia di Modena nell'edilizia scolastica dal 2004 ad oggi, una quota rilevante è stata destinata a progetti per garantire la sicurezza degli edifici, con particolare riferimento all'adeguamento sismico. Gli interventi più recenti hanno riguardato l'Ipsia Ferrari di Maranello, per una spesa complessiva di 1,7 milioni di euro, e l'Isa Venturi (165 mila euro). L'investimento più rilevante dal punto di vista economico ha riguardato l'Itgc Baggi di Sassuolo, per un importo complessivo che supera i 5 milioni di euro: già realizzati i primi due stralci (due milioni 261 mila euro); il terzo, già finanziato con un milione di euro, è in programma e gli ultimi due lotti, per complessivi 2 milioni e 100 mila euro, saranno completati nel 2012 e 2013.
Sono stati realizzati con criteri antisismici, inoltre, gli interventi di ampliamento degli edifici scolastici realizzati dal 2004 ad oggi: dal liceo Fanti alla palestra dell'Itc da Vinci a Carpi, dall'ampliamento del liceo Wiligelmo a Modena al primo lotto del Formiggini a Sassuolo, oltre agli ampliamenti dell'Ita Calvi di Finale, del liceo Tassoni del Cattaneo e dell'Iti Fermi a Modena, per un investimento complessivo di quasi 17 milioni di euro.
A questi si aggiungono gli 8,4 milioni di euro investiti dal 2004 ad oggi per interventi di adeguamento normativo e messa in sicurezza di edifici che ospitano le scuole superiori.

«La sicurezza delle scuole e degli studenti è un obiettivo prioritario, sul quale la Provincia ha investito molto in questi anni» spiega il presidente della Provincia di Modena Emilio Sabattini. E questo accordo «rappresenta una soluzione innovativa per risolvere il problema della messa a norma delle strutture, a fronte di una evidente sproporzione tra i reali fabbisogni e le risorse pubbliche a disposizione. Valutiamo con grande interesse questa collaborazione non solo in quanto proprietari di edifici scolastici, ma per la possibilità di applicare questo modello su area vasta, coinvolgendo i Comuni che, da soli, non sarebbero in grado di far fronte agli oneri della messa a norma antisismica»

Il coinvolgimento dei privati - sottolinea l'assessore provinciale all'Ambiente e Protezione civile, Stefano Vaccari, «passa attraverso l'individuazione di soluzioni in grado di produrre reddito, quali ad esempio l'eventuale gestione di spazi e servizi previsti all'interno delle scuole ma anche interventi per ridurre i consumi energetici o per produrre energia da fonti rinnovabili, come il fotovoltaico sui tetti. E questo - aggiunge Vaccari - potrà produrre, anche, un miglioramento delle performance ambientali».

«Il patrimonio scolastico richiede una manutenzione costante, ma soprattutto una garanzia di sicurezza ad iniziare proprio dalle connotazioni antisismiche - afferma il presidente dell'Aniem Dino Piacentini - Con questo progetto, che porteremo anche a Perugia nei prossimi giorni, l'Aniem intende uscire da una logica meramente rivendicativa di spazi e risorse, assumendo un ruolo sempre più propositivo e collaborativo con le Istituzioni. Si tratta di un'iniziativa che coniuga aspetti sociali ed economici: il progetto mira infatti ripristino della sicurezza negli edifici scolastici e contemporaneamente offre l'opportunità di rilancio a un sistema economico a connotazione fortemente specialistica come quello delle piccole e medie imprese».
ProprietÓ dell'articolo
autore: Editoria e Web
fonte: Ufficio Stampa
data di creazione: martedý 14 dicembre 2010
data di modifica: martedý 14 dicembre 2010