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24 novembre 2010

Breaking news. Fotografia contemporanea da Medio Oriente e Africa.

Dal 28 novembre 2010 al 13 marzo 2011 presso l'ex Ospedale di San Agostino di Modena è visitabile una mostra che indaga la scena artistica contemporanea di Medio Oriente e Africa. Esposte oltre 115 opere, tra video, film, installazioni e fotografie.

Immagine corrente
Sabato 27 novembre alle 18.30 presso l'ex Ospedale di San Agostino di Modena inaugura la mostra "Breaking news. Fotografia contemporanea da Medio Oriente e Africa", che presenta il terzo nucleo di acquisizioni della collezione internazionale di fotografia contemporanea, film e video d’artista, curata da Filippo Maggia per conto della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Oggetto d’indagine è la più recente scena artistica di Medio Oriente e Africa, esplorata attraverso un percorso di oltre 115 opere, tra video, film, installazioni e fotografie di 21 autori provenienti da 12 paesi. La mostra è visitabile fino a domenica 13 marzo 2011.

Strutturata per aree geografiche, la collezione internazionale della Fondazione aveva preso in esame sinora 2 zone: l’Estremo Oriente, rappresentato da 88 opere di 21 autori esposte in occasione della mostra Asian Dub Photography (Foro Boario di Modena - dicembre 2008 - marzo 2009), e l’Europa dell’Est, con 152 opere di 29 autori, presentate nella mostra Storia Memoria Identità (ex ospedale Sant’Agostino, dicembre 2009 – marzo 2010). Con questa terza mostra l’attenzione si sposta su un’area geografica ampia, segnata da profonde contraddizioni e problemi, e al contempo intrisa di forza straordinaria.

Breaking News è il lancio giornalistico, tipico dei telegiornali d'informazione, che annuncia la notizia dell'ultima ora, dai contenuti spesso drammatici. E se c'è una parte del mondo che negli ultimi decenni ha rifornito le reti televisive di questo genere di notizie è proprio il Medio Oriente, seguito e in alcuni momenti sopravanzato dall'Africa. Si tratta di immagini, più che notizie, che s'impongono per la loro forza e cruda violenza, in luoghi dove non può esserci pace, dove le guerre di religione si sommano a quelle tribali, di razza e anche di genere, in alcuni casi sommessamente sostenute dai Paesi occidentali o dalle nuove potenze economiche mondiali.
Breaking News si presenta come un viaggio che dalla Siria all'Iran, dalla Palestina e Israele al Libano, all'Egitto, al Marocco e attraverso il Senegal, la Nigeria e il Ruanda scende giù sino al Sudafrica seguendo gli artisti che attraverso il loro lavoro testimoniano e mostrano realtà e situazioni al limite, sconcertando e in taluni casi mortificando lo spettatore. Tra i temi affrontati vi sono il difficile e complicato processo di pace al centro della ricerca di quasi tutti gli artisti mediorientali, tanto quanto il rapporto con il mondo occidentale. A far da sfondo a questo tormentato scenario sono luoghi in cui le persone che li abitano sembrano essere in balia degli eventi, esprimendo un disperato bisogno di riconoscersi e affermare una propria identità sociale. Diverso, ma solo per certi aspetti, si presenta invece il panorama africano, tradizionalmente riferibile per quanto attiene la fotografia al Nord Africa, ai Paesi del Golfo di Guinea e alla importante scuola sudafricana. Caratteristica comune agli artisti africani è la purezza di uno sguardo ancora non contaminato, trasparente sino a sembrare alle volte quasi infantile.

Per quanto riguarda la scena mediorentale il conflitto arabo-israeliano è al centro delle ricerche di diversi artisti, che con linguaggi e approcci differenti ne indagano le implicazioni umane, sociali e simboliche. In primo piano un allestimento che accosta l'israeliana Yael Bartana alla palestinese Ahlam Shibli, le cui opere vengono separate allo stesso tempo da una barriera simbolica che intende richiamare il muro di Gaza. Di Yael Bartana viene proiettato "A Declaration", un film del 2006 in cui un uomo a bordo di una barca si avvicina a uno scoglio su cui sventola una bandiera israeliana. Di Ahlam Shibli viene invece esposto un nucleo di fotografie dalla serie Trackers, realizzata nel 2005 e incentrata sul fenomeno dei palestinesi di origine beduina che si arruolano volontari nell’esercito israeliano. Tra gli altri artisti che affrontano il tema del conflitto arabo-israeliano vi sono il palestinese Taisyr Batniji, il libanese Akram Zaatari, l’egiziano Wael Shawky.
Le rapide mutazioni vissute da alcuni dei paesi arabi e mediorientali negli ultimi decenni emergono poi dalle opere di artisti quali il siriano Hrair Sarkissian, le cui fotografie sull'Armenia (suo paese natale) sono visioni tra il poetico e il documentario, o Yto Barrada, che sembra guardare il Marocco attraverso "buchi" aperti sulla memoria fotografica, e ancora Jinoos Taghizadeh che, con i suoi collages riporta l’attualità dell’Iran e le sue contraddizioni illibertarie. Il dilagare del fondamentalismo religioso, che da anni investe trasversalmente diversi paesi dell’area, è al centro infine della riflessione di Mounir Fatmi, il cui video sembra contrapporre all’attuale modello sociale e politico basato sulla violenza, il potere universale della cultura.
Dominata per oltre un secolo dalle visioni prodotte dal colonialismo, l’Africa esprime oggi una molteplicità di voci creative capaci di indagare tanto i retaggi del passato quanto la complessità contemporanea, locale e globale.
Le immagini di Philip Kwame Apagya e Samuel Fosso sembrano inserire la realtà africana nell’insieme del mondo globalizzato, per giocare o mettere criticamente in discussione tutti gli stereotipi, mentre le opere video di Goddy Leye ridicolizzano con ironia i preconcetti occidentali sull’Africa.
Le fotografie di un nutrito gruppo di autori sudafricani – dagli scatti degli anni cinquanta di Bob Gosani, a quelli degli anni ottanta di Cedric Nunn, fino alle ricerche attuali di David Golblatt, Jodi Bieber, Mikhael Subotzky, Daniel Naudè e Pieter Hugo, - delineano infine la parabola storica di un Paese che, uscito dall’apartheid con il sogno della Rainbow Nation di Nelson Mandela, si trova oggi ad affrontare nuovi problemi, tra i quali una fortissima disgregazione sociale e nuove forme di classismo.

L’
elenco dei 21 artisti selezionati nella mostra del S.Agostino include: Philip Kwame Apagya (Ghana), Yto Barrada (Francia/Marocco), Yael Bartana (Israele), Taysir Batniji (Palestina), Jodi Bieber (Sudafrica), Mounir Fatmi (Marocco), Samuel Fosso (Camerun), David Goldblatt (Sudafrica), Bob Gosani (Sudafrica), Pieter Hugo (Sudafrica), Goddy Leye (Camerun), Daniel Naudé (Sudafrica), Cedric Nunn (Sudafrica), George Osodi (Nigeria), Hrair Sarkissian (Siria), Wael Shawki (Egitto), Ahlam Shibli (Palestina), Mikhael Subotzky (Sudafrica), Jinoos Taghizadeh (Iran), Guy Tillim (Sudafrica), Akram Zaatari (Libano).

Il catalogo della mostra è edito da Skira, comprende una ricca introduzione critica, biografie e informazioni su ciascuno degli artisti.

L'orario di apertura dell'esposizione è tutti i giorni dalle 11 alle 19, con chiusura settimanale il lunedì. L'ingresso è gratuito.

Fondazione Fotografia è il progetto culturale promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena dedicato alla fotografia contemporanea, al video d'autore e al cinema d'artista, con l'obiettivo di dar vita ad una collezione permanente, da collocare definitivamente all'interno del nascente polo culturale Sant'Agostino. La collezione ha preso forma attraverso acquisizioni mirate, programmate nell'arco di un triennio, riguardanti sia artisti italiani che stranieri. Il programma di acquisizioni ha dato luogo a mostre periodiche. Già detto della sezione internazionale della collezione, con le relative mostre dedicate all'Estremo oriente, ai paesi dell'Est Europa e questa a Medio Oriente e Africa, per quanto riguarda la sezione della collezione dedicata all'Italia, il primo nucleo di acquisizioni in ambito nazionale – 47 opere - è stato presentato in occasione della mostra UNO. Basilico, Fontana, Ghirri, Jodice, Vaccari (ex ospedale Sant’Agostino, Modena – marzo/maggio 2009). Il secondo gruppo di 59 opere è stato invece al centro della mostra DUE. Andreoni, Campigotto, Ferrero Merlino, Pirito Rivetti, Thorimbert (ex ospedale Sant’Agostino, Modena – settembre/novembre 2009). La ricognizione sulla fotografia contemporanea italiana è poi proseguita nel 2010 con le 50 opere della mostra TRE. Paola De Pietri, Pino Musi, Carmelo Nicosia, Francesco Jodice (27 marzo–30 maggio).
Fanno parte della Collezione anche opere di giovani artisti acquisite attraverso progetti dedicati agli allievi delle maggiori scuole di fotografia italiane ed europee, come Piattaforma 09 e Gate 10, mentre Special Emilia-Romagna è il programma di acquisizioni per autori emiliano-romagnoli under 30.
Significativa anche la raccolta delle videointerviste realizzate agli artisti, che saranno messe a disposizione del pubblico a fini di ricerca e attività di studio.

Per informazioni:

tel: 059.239888
email info@mostre.fondazione-crmo.it
ProprietÓ dell'articolo
autore: Editoria e Web
fonte: Ufficio Stampa
data di creazione: mercoledý 24 novembre 2010
data di modifica: mercoledý 24 novembre 2010