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19 novembre 2009

Amarene Brusche di Modena

Pubblicato il regolamento di riconoscimento dell'Indicazione Geografica Protetta "Amarene Brusche di Modena"

Immagine corrente

Sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea del 30 ottobre 2009 pubblicato il regolamento di riconoscimento dell'Indicazione Geografica Protetta "Amarene Brusche di Modena".  Si è così concluso un lungo iter che ha consentito ad un altro storico prodotto della ricca tradizione agroalimentare modenese di accedere al riconoscimento dell'Unione europea.

La confettura di Amarene Brusche di Modena sarà la prima confettura a fregiarsi del riconoscimento europeo I.G.P..

Ne hanno dato notizia con soddisfazione nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta mercoledì 18 novembre presso la Camera di Commercio di Modena Tiberio Rabboni - Assessore all'Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, Emilio Sabbatini - Presidente della Provincia di Modena, Giandomenico Tomei - Assessore all'Agricoltura della Provincia di Modena, Massimo Toschi - Membro di Giunta della Camera di Commercio di Modena e Alberto Mario Levi - Presidente Comitato Promotore del riconoscimento IGP "Amarene Brusche di Modena".

 

La denominazione "Amarene Brusche di Modena" di cui si è ottenuto il riconoscimento IGP si presenta dunque per una confettura, alimento notoriamente prodotto industrialmente, e non per l'indicazione di una nuova varietà di ortofrutticolo fresco, di una ciliegia tipica.

 

La confettura è prodotta, secondo la ricetta classica, utilizzando frutta proveniente da ciliegie acide. Infatti "Amarene" o ancor meglio "Marene" era, in passato, il nome con il quale si indicavano ciliegie dal gusto dolce acidulo e, soprattutto, ciliegie adatte alla cottura per evaporazione, metodo indispensabile per ottenere la confettura.

La condizione di confezionare la confettura nel territorio di produzione del prodotto agricolo deriva dal fatto che i frutti devono essere trasformati entro 24 ore dalla raccolta. Al fine di preservare le caratteristiche qualitative dei frutti ed evitare l'insorgere di fermentazioni anomale, entro due ore dalla raccolta è necessario raffreddare i frutti di amarena mediante l'utilizzo di ghiaccio, acqua fredda, stazioni mobili di raffreddamento. Oggettivamente, si tratta di condizioni operative di difficile realizzazione in siti industriali ubicati al di fuori della zona di produzione.

 

Secondo gli usi locali, la consistenza della confettura è il risultato di una adeguata immissione di frutta fresca nella preparazione della confettura e non nell'aggiunta di addensanti che, non tollerando ulteriori cotture, comprometterebbero in molti casi l'utilizzo della confettura (come nel tradizionale utilizzo modenese della "crostata di amarene").

 

Anche il divieto di utilizzo di coloranti e conservanti, che sarebbero peraltro consentiti insieme a molte altre sostanze dal citato D.P.R. 401/82, si colloca sulla medesima linea del rispetto della tradizione e della salvaguardia delle aspettative consolidate del consumatore.

 

ProprietÓ dell'articolo
autore: Editoria e web
fonte: Ufficio stampa Camera di Commercio di Modena
data di creazione: giovedý 19 novembre 2009
data di modifica: venerdý 27 novembre 2009