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6 ottobre 2009

La Chiesa degli emigranti

Sabato 10 ottobre a Riolunato consacrazione della nuova Chiesa di Santa Francesca Saverio Cabrini patrona degli emigranti

Immagine corrente

Il giorno 10 ottobre 2009 alle ore 10,00 S.E. Mons. Benito Cocchi Arcivescovo della Diocesi di Modena-Nonantola presiederà la cerimonia di consacrazione della nuova Chiesa dedicata a Santa Francesca Saverio Cabrini patrona degli emigranti nella frazione di Groppo nel comune di Riolunato.

L'occasione della costruzione della piccola Chiesa è stata offerta dalla necessità di eseguire la volontà testamentaria di Cristoforo Ennio Migliori, emigrante originario di Groppo e deceduto negli Stati Uniti che, nel suo testamento, ha lasciato quanto necessario per la realizzazione della cappella presso il cimitero di Groppo.

Il progettista incaricato, l'arch. Sergio Macchitelli, si è avvalso già in fase progettuale della collaborazione dell'arch. Giovanni Ronchi, dello scultore Davide Scarabelli e del liturgista Don Silvano Sirboni; in questo modo i progettisti hanno ideato una Chiesa che potesse avvicinare segni dell'arte contemporanea agli orientamenti e le indicazioni del Concilio Vaticano II.

E' stata progettata una chiesa "moderna", cioè funzionale alla celebrazione liturgica contemporanea e conseguentemente adeguata e capace di parlare all'uomo d'oggi, un edificio che fosse al tempo stesso segno di modernità intesa come attualità, ma anche come continuità con la tradizione.

Attraverso il linguaggio dell'architettura sono stati progettati spazi capaci di esprimere la fede/speranza/certezza nella resurrezione e realizzare ambienti idonei alla preghiera sia comunitaria che personale.

L'edificio simboleggia un "sepolcro" che, attraverso la resurrezione, (rappresentata simbolicamente dalla piramide ottagonale) viene infranto. L'onnipotenza divina quindi spezza la copertura della chiesa. La simbologia dell'ottagono è stata sempre utilizzata per richiamare "l'ottavo giorno", il giorno della resurrezione.

Questo segno forte che dalla terra si protende verso il cielo è stato anche ispirato dalla presenza di un grande abete piantato al centro del cimitero, le cui radici stavano rompendo e sollevando i sepolcri; attraverso il suo fusto ed i suoi rami svettava alto come ad esplicitare e simboleggiare la tensione dell'uomo verso il cielo, l'anelito della resurrezione.

Nel sagrato adiacente al muro di cinta del cimitero attuale, dal quale è possibile godere di una bellissima vista verso il Monte Cimone, vi è l'ingresso della chiesa che avviene attraversando un breve ma significativo corridoio appositamente poco illuminato.

Tale percorso permetterà di raggiungere il luogo della grazia di Dio, cioè l'aula vera e propria, dove ci si troverà fisicamente in un ambiente molto più luminoso che ha per fulcro l'altare, meta del cammino, luogo della comunione, mensa del sacrificio.

Dal punto di vista dello spazio interno esso si avvolge attorno all'altare, all'ambone e alla comunità celebrante; sono queste presenze, con i propri riti e movimenti da cui hanno origine e si sviluppano le forme e gli spazi della chiesa.

Gli arredi liturgici (altare, ambone, sede del presidente dell'assemblea, tabernacolo per la custodia eucaristica e croce gloriosa, sono stati realizzati dallo scultore Davide Scarabelli, che si è ispirato al vissuto di Cristoforo Ennio Migliori per realizzare alcune opere.

L'altare come pure la seduta del Presidente, sono in pietra locale per legarmi alle origini del defunto. L'altare è rappresentato da un blocco di arenaria che ho simbolicamente lacerato come lo strappo doloroso dell'emigrante che lascia il paese per lavorare in America.

La Croce in bronzo dorato è una fusione a cera persa. Questa è una "Croce gloriosa", non è sottomissione rassegnata al Dio legislatore, non è morte, ma gloria che non fa vedere il volto di Dio Gesù che è morto affinché noi possiamo vivere.

Il Tabernacolo, in bronzo, è incassato nel muro che si erge dietro l'altare. La scultura sporge per alcuni centimetri e ha la forma esterna rigorosamente quadrata rivestita in lamina "oro" che si contrappone al movimento del panneggio tormentato che ricorda il percorso della vita.

L'Ambone è la tribuna rialzata destinata alla liturgia della parola. In questa scultura in bronzo si interpreta la difficile vita dell'emigrante.

Documentazione allegata

Allegati

Chiesa di Santa Francesca Saverio Cabrini patrona degli emigranti
Invito
data dell'ultimo aggiornamento: mercoledý 14 ottobre 2009
INVITO GROPPO.pdf (227Kb)
ProprietÓ dell'articolo
autore: Editoria e web
data di creazione: martedý 6 ottobre 2009
data di modifica: martedý 6 ottobre 2009