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Comunicato stampa N° 1099 del 21/10/2009

in consiglio la pillola abortiva ru486 \ 1

galli: “metodo farmacologico alternativo e sicuro”

«L'interruzione volontaria di gravidanza indotta farmacologicamente si pone come un metodo alternativo e sicuro al pari dell'intervento chirurgico, se praticata nelle prime settimane di gravidanza. Il percorso assistenziale è analogo a quello previsto per l'interruzione chirurgica e la donna non è quindi mai abbandonata ma accompagnata e sostenuta in tutto il percorso». Lo ha detto Mario Galli, vicepresidente della Provincia di Modena con delega alle Politiche sociali rispondendo in Consiglio alle due interpellanza sull'utilizzo della pillola RU486 presentate dal Pdl: una, sottoscritta dai consiglieri Giovanna Bertolini, Claudia Severi e Dante Mazzi, chiedeva conto «delle procedure adottate dalle aziende sanitarie e ospedaliere emiliane ritenendole contrarie sia alle indicazione fornite dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sia agli indirizzi della legge 194 che obbliga al ricovero ospedaliero fino alla certezza dell'avvenuta espulsione del feto». L'altra interpellanza, presentata da Luca Ghelfi, era sulle modalità di sostegno fornite alla donna «che affronta in solitudine l'esperienza provante dell'aborto medico».

Secondo i dati forniti dall'Ausl di Modena, l'utilizzo della pillola RU486 nel territorio modenese è iniziato nel gennaio 2006 ed è limitato al Policlinico di Modena e all'ospedale Ramazzini di Carpi. Le procedure farmacologiche sono state 114 nel 2007 (su un totale di 1.081 interruzioni volontarie di gravidanza, Ivg, effettuate nei due ospedali) e 94 nel 2008 (su un totale di 985). Nell'intero territorio modenese nel 2007 sono state effettuate 1.615 Ivg, di cui 659 (circa il 40 per cento) chieste da donne immigrate; nel 2008 le Ivg sono state 1.545, di cui 594 (circa il 38 per cento) su donne immigrate.

«Proprio pochi giorni fa l'Aifa ha dato il via libera, esecutivo entro un mese, all'utilizzo della RU486 negli ospedali italiani nel pieno rispetto della legge 194» ha ricordato l'assessore Galli sottolineando che «per il ruolo esercitato dalla donne che richiede di utilizzare questo metodo, si dedica grande cura al consenso informato». Alle donne viene consegnata una nota con informazioni dettagliate sull'assistenza ospedaliera, sui farmaci utilizzati, sulla loro efficacia e sicurezza, sulle indicazioni cliniche e sulle procedure da applicare, sulle possibili complicanze. Per l'ammissione alla procedura è inoltre necessario che la donna possa garantire la presenza alla visita di controllo a 14 giorni, che abbia accesso a un telefono e possa disporre di un mezzo di trasporto in caso di necessità, che abbia mostrato di comprendere le indicazioni fornite.

Scheda informativa

Scheda informativa
Data comunicato
21/10/2009
Numero
1099
Ora
18,30
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Ufficio di riferimento
ufficio: ·› Area Amministrativa
··› Servizio Affari Generali e Polizia Provinciale
···› Ufficio Stampa
ProprietÓ dell'articolo
autore: Ufficio stampa
data di creazione: mercoledý 21 ottobre 2009
data di modifica: mercoledý 21 ottobre 2009