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Comunicato stampa N° 146 del 12/2/2009

adolescenza \ 2 – prevenzione servizio per servizio

ecco gli operatori: dall’educatore allo psicologo

Gli operatori che lavorano a stretto contatto con i ragazzi nei servizi in ambito sociale definiscono la fase adolescenziale « al tempo stesso la più personale e la più legata alla cultura e alla società, dove a poco a poco si elabora uno spazio che può fare del soggetto un membro del gruppo a pieno titolo». E’ per questo che risulta «fondamentale uno stretto rapporto di interdipendenza, di sinergia tra le strutture che realizzano interventi di prevenzione primaria, quelle che svolgono il loro mandato di attività clinica, di ricerca e di osservatorio dell’adolescenza (prevenzione secondaria), e le strutture deputate alla cura per riconoscere e trattare tempestivamente condizioni psicopatologiche».

Per i promotori del convegno “Adolescenza… Caleidoscopio di emozioni” le parole d’ordine su cui riflettere e confrontarsi, quindi, sono: «Esserci, conoscersi, dialogare, comunicare, ascoltare, gestire i conflitti, offrire competenze».

I servizi in cui queste attività si declinano, rivolgendosi ai ragazzi ma spesso anche ai genitori, sono i Gruppi educativi territoriali (Get) che propongono progetti di sostegno scolastico, i Centri di aggregazione e Centri giovani con attività culturali e ricreative, gli Sportelli di ascolto nelle scuole, gli Spazi giovani nei consultori (dalle relazioni familiari ai problemi psicologici, dalla sessualità all’educazione alla salute), il Centro adolescenza dell’Ausl (consulenza e psicoterapia individuale sugli aspetti relativi alla vita emotiva e di relazione) e, nella sola area di Sassuolo, il progetto “Strada facendo” indirizzato alle compagnie di giovani contattati, circa 400 in un anno, nei loro luoghi di aggregazione per ascoltarne i bisogni e avviare percorsi di prevenzione del disagio.

I Gruppi educativi territoriali nello scorso anno scolastico nell’area sud sono stati 13 e hanno coinvolto complessivamente 580 adolescenti con 28 volontari e 41 operatori.

I Centri di aggregazione e Centri giovani attivi nei comuni sono 19 e in un anno hanno coinvolto circa duemila ragazzi con una ventina di educatori e 13 volontari attivi.

Gli Sportelli di ascolto nelle scuole medie inferiori e negli istituti comprensivi dell’area sono 15 con nove operatori e due coordinatori. In un anno scolastico si sono rivolti a loro 389 adolescenti, 76 genitori e 58 tra insegnanti e personale della scuola. I colloqui realizzati sono stati complessivamente 1118.

Agli Spazi giovani nei consultori Ausl si sono rivolti 91 ragazzi per gli psicologi, con 270 accessi, e 626 per incontri con ginecologi e ostetriche (2859 accessi). I progetti di prevenzione avviati in collaborazione con le scuole su affettività e sessualità hanno coinvolto 1069 studenti e 56 insegnanti.

Sono stati 82 i ragazzi che si sono rivolti nel corso dell’anno al Centro adolescenza dell’Ausl con 541 incontri con gli psicologi. I progetti di prevenzioni sul tema dell’alimentazione rivolti agli adolescenti e promossi in collaborazione con le scuole hanno coinvolto 876 studenti e 68 insegnanti.

Scheda informativa

Scheda informativa
Data comunicato
12/2/2009
Numero
146
Ora
14.00
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Ufficio di riferimento
ufficio: ·› Area Amministrativa
··› Servizio Affari Generali e Polizia Provinciale
···› Ufficio Stampa
Proprietà dell'articolo
autore: Ufficio stampa
data di creazione: giovedì 12 febbraio 2009
data di modifica: giovedì 12 febbraio 2009