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Comunicato stampa N° 203 del 25/2/2009

consiglio straordinario sulle infiltrazioni mafiose

odg all’unanimità: “attenzione, ma no allarmismi”

Preoccupazione per l’infiltrazione nel territorio provinciale di organizzazioni mafiose che con metodi illegali compromettono il corretto svolgimento degli appalti e la crescita di interi comparti economici. Condanna degli episodi violenti che testimoniano il pericoloso sviluppo di attività legate alla malavita organizzata. Solidarietà per tutte le vittime delle prevaricazioni mafiose. Sostegno al lavoro di indagine della magistratura e delle forze dell’ordine.

Sono questi i contenuti dell’ordine del giorno, presentato dal presidente Luca Gozzoli e approvato all’unanimità dal Consiglio provinciale di Modena durante la seduta straordinaria di mercoledì 25 febbraio sulla lotta alla criminalità organizzata e alle infiltrazioni mafiose in provincia al quale sono intervenuti Enzo Ciconte, docente di Storia della criminalità organizzata, e Lucia Musti, sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Bologna.

Il documento prosegue esprimendo le congratulazioni per i risultati ottenuti da magistratura e forze dell’ordine e auspicando «il rafforzamento degli organici e un maggior coordinamento degli inquirenti per consentire un più puntuale controllo del territorio, un efficace lavoro di indagine e una tempestiva azione di repressione dei fenomeni mafiosi».

Nel suo intervento, che ha ricostruito la storia e le caratteristiche dell’infiltrazione del clan dei casalesi in provincia di Modena, il professor Ciconte ha sottolineato che nella lotta alle organizzazioni mafiose è un errore pensare «che sia solo una battaglia tra “guardie e ladri” e starsene in disparte limitandosi a fare il tifo. Tutti invece – ha affermato il professore – devono partecipare, anche in funzione preventiva: in Emilia la mafia non ha il controllo del territorio perché la società civile costituisce da sempre una forte barriera». Il sostituto procuratore Musti ha messo in evidenza come nel territorio provinciale operino 570 imprese edili provenienti dalla zona del casertano, «un segnale evidente di infiltrazione del clan che qui manda i propri luogotenenti mantenendo il potere decisionale alla “casa madre” di Casale. Si tratta – ha spiegato Musti – di mafia imprenditrice molto ben organizzata che, per essere combattuta efficacemente, va colpita soprattutto nei beni economici».

«Massima attenzione e vigilanza, ma nessun allarmismo» ha osservato il presidente della Provincia Emilio Sabattini ricordando il recente intervento a Modena del capo della Polizia Manganelli. «Le istituzioni pubbliche sono impegnate in un’azione di supporto al mondo delle imprese in questa fase recessiva dell’economia, e questa ritengo possa rappresentare una risposta seria a quanti temono che oggi il tessuto economico possa essere più debole e, di conseguenza, maggiormente esposto a infiltrazioni della malavita organizzata. Inoltre – ha concluso Sabattini – credo sia necessaria una riflessione sullo sviluppo di questo territorio, dal momento che gli anni della grande crescita hanno prodotto qualche distorsione, come l’elevato numero di società finanziarie, imprese edili e immobiliari».

Scheda informativa

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Data comunicato
25/2/2009
Numero
203
Ora
18,35
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Ufficio di riferimento
ufficio: ·› Area Amministrativa
··› Servizio Affari Generali e Polizia Provinciale
···› Ufficio Stampa
Proprietà dell'articolo
autore: Ufficio stampa
data di creazione: mercoledì 25 febbraio 2009
data di modifica: mercoledì 25 febbraio 2009