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18 dicembre 2008

Approvato il bilancio di previsione 2009 della Provincia

Gli effetti della crisi economica si fanno sentire sulle entrate provinciali: 2,2 milioni in meno da energia e auto. Necessari tagli alla spesa, ma confermati investimenti in scuole, strade, economia, ambiente. Il presidente Emilio Sabattini: “un bilancio di rigore, sobrietà e investimenti”

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Il bilancio di previsione 2009 della Provincia di Modena è stato approvato dal Consiglio provinciale con il voto favorevole di Pd e Prc, quello contrario dei Verdi e dei gruppi di centro destra.
Per il presidente Emilio Sabattini il bilancio, complessivamente 176 milioni di euro con un piano degli investimenti che prevede oltre 68 milioni di euro di interventi nel 2009 (245 milioni nel triennio), non ha «un carattere elettorale ma è una manovra improntata a rigore e sobrietà come impone il difficile momento economico. È un bilancio che tuttavia non rinuncia allo sviluppo del territorio e come contributo al rilancio economico mettiamo in campo una serie di investimenti con cantieri immediatamente finanziabili».

Nella stessa seduta di mercoledì 17 dicembre è stato approvato l’ordine del giorno di Pd e Rifondazione a sostegno dei lavoratori, delle lavoratrici e delle famiglie colpite dalla crisi economica (contrari tutti gli altri gruppi). Illustrato da Stefano Lugli (Prc) il documento chiede alla Provincia di istituire un fondo destinato in via prioritaria a sostegno dei disoccupati e di attivare in tutto il territorio provinciale quanto approvato dalla Conferenza economica e sociale provinciale in materia di prezzi e tariffe.

Respinto l’ordine del giorno (a favore solo il centro destra) presentato da Dante Mazzi (Fi-Pdl) che sollecitava a sostenere l’accesso al credito delle imprese, in particolare piccole e medie, utilizzando almeno il 25 per cento (250 mila euro in valore assoluto) dei dividendi che la Provincia dovrebbe incassare nel corso dell’esercizio 2009 dalla società Autobrennero. E sono stati respinti anche i due emendamenti al Bilancio presentati sempre da Mazzi: al primo, che proponeva di riportare dal 30 al 20 per cento l’aliquota dell’Imposta provinciale sui trasporti «aumentata per sostenere Atcm e Amo che però sarà cessata entro l’anno», l’assessore al Bilancio Stefano Vaccari ha replicato che «rimane però la scelta di campo della Provincia per il sostegno e lo sviluppo del trasporto pubblico». Il secondo emendamento, che proponeva di destinare le maggiori entrate rispetto alle previsioni delle tassa sui rifiuti a sostenere l’accesso al credito delle imprese, è stato dichiarato tecnicamente non ammissibile, in quanto un aumento del gettito dell’11,6 per cento (pari a 460 mila euro) è già stato previsto con una stima abbastanza prudenziale: «Qualunque altra previsione – ha spiegato Vaccari – caricherebbe il bilancio di un’incertezza eccessiva e sarebbe un azzardo».

Approvato, invece, un emendamento della giunta che prevede l’attribuzione alla Provincia delle risorse (963 mila euro) per la gestione dell’attività di Ato sulla base di una convenzione con l’Assemblea dei sindaci dell’organismo che si occupa del sistema di governo del Servizio idrico integrato e del Servizio di gestione dei rifiuti urbani.

«Una maglia nera per la Provincia rossa» è la sintesi di Cesare Falzoni (An-Pdl) che ha sottolineato la «discesa della Provincia di Modena nelle classifiche sull’inquinamento, sul quale ha una competenza diretta, e sulla sicurezza: due elementi che dovevano essere un fiore all’occhiello, a quanto pare appassito».

Per Tomaso Tagliani (Popolari liberali-Pdl) sulla montagna «ci sono state molte promesse e pochissimi fatti: turismo, viabilità ed economia infatti non si sono sviluppati. Invito il presidente Sabattini a rifare il tour in montagna che fece cinque anni fa: constaterà di persona quanto poco è stato fatto e quanto ancora c’è da fare per dare sollievo ai montanari».

Walter Telleri (Verdi) ha affermato che «ci sono cinque buone ragioni per dire no a questo bilancio e sono: il ricorso all’asfalto per uscire dalla crisi, la riduzione degli interventi per le energie alternative, la montagna sempre più cenerentola, l’agricoltura ignorata, l’area nord ridotta a pattumiera». Giorgio Barbieri (Lega nord) si aspettava «un atto di coraggio e invece c’è stato solo un calcolo matematico: a fronte della prevista riduzione del 25 per cento degli acquisti auto, ci sono stati tagli per il 25 per cento. Bisognava invece cantierare subito le opere in programma, indebitarsi e uscire dal patto di stabilità per investire in modo forte».

Demos Malavasi (Pd) ha rilevato che il bilancio «punta sugli investimenti su viabilità, sicurezza delle scuole superiori, su ambiente e innovazione delle imprese, su lavoro, scuola e formazione professionale nonostante i tagli del Governo agli enti locali. Di fronte alla grave crisi economica, lavoriamo per sostenere le famiglie i lavoratori e chi perde il lavoro, le piccole imprese».

Per Claudia Severi (Fi-Pdl) il bilancio «incrementa le spese correnti, non riduce gli sprechi e le spese non di governo ma di ricerca di voto. In compenso contrae gli investimenti: l’esatto contrario di quanto si dovrebbe fare per rilanciare con un programma concreto l’economia in una situazione di crisi».

Secondo Aldo Imperiale (Prc) il bilancio «pur nelle ristrettezze è ancora una volta ineccepibile dal punto di vista dell’equilibrata ripartizione delle risorse. Ma per sentirsi parte di una maggioranza occorre un’intesa politica più complessiva e che dipenderà anche da atti come il piano di stabilizzazione dei precari, il piano cave e il Ptcp».

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autore: Editoria e web
fonte: Ufficio stampa
data di creazione: giovedý 18 dicembre 2008
data di modifica: giovedý 18 dicembre 2008