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8 novembre 2007

Zuccherificio di Finale Emilia

Firmato l’accordo per la riconversione: diventerà una centrale termoelettrica a biomasse

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Una centrale termoelettrica da 12,5 megawatt elettrici alimentata esclusivamente a biomasse vegetali prodotte grazie a una filiera integrata sviluppata nel territorio. E’ il destino dell’ex zuccherificio di Finale Emilia previsto dall’Accordo di riconversione produttiva firmato oggi, mercoledì 7 novembre, nella sede della Regione dagli assessori regionali Tiberio Rabboni (Agricoltura) e Duccio Campagnoli (Sviluppo economico), dal presidente della Provincia di Modena Emilio Sabattini, dal sindaco di Finale Raimondo Soragni, dall’amministratore delegato di Italia zuccheri spa Stefano Montanari, dalle organizzazioni professionali agricole e dai sindacati.
L’accordo prevede che l’alimentazione della centrale sia basata sulla coltivazione di “herbal crops”, particolare varietà non alimentare di sorgo da fibra, su di un’area di un raggio massimo di 50 chilometri dallo zuccherificio. Per una quota residua, saranno utilizzati anche scarti agricoli: potature, stocchi e paglie da colture di cereali. Per la coltivazione è già prevista una sperimentazione su 90 ettari di territorio (a regime dovrebbero essere circa tremila), mentre entro il 31 ottobre del prossimo anno dovrà essere definito uno specifico accordo di filiera tra Italia zuccheri spa e le organizzazioni agricole.
«Nell’accordo è scritto in modo esplicito che l’alimentazione della centrale avverrà esclusivamente con materie prime di origine agricola del territorio e questo a garanzia che l’impianto non diventi mai un inceneritore di rifiuti» afferma il presidente Sabattini riepilogando le condizioni poste dalla Provincia di fronte alle precedenti proposte di Italia zuccheri spa: «Abbiamo sempre chiesto che la riconversione tutelasse l’occupazione e si basasse sulla produzione agricola locale evitando l’utilizzo di altri materiali o l’importazione da altri territori».
Delle organizzazioni agricole hanno firmato l’accordo Cia, Confagricoltura e Copagri, mentre Coldiretti si è riservata di firmare dopo un approfondimento previsto con gli organi dirigenti locali dell’associazione. «Mi auguro che anche Coldiretti firmi l’accordo» afferma il presidente della Provincia Sabattini ricordando che la sperimentazione avviata deve appunto appurare la remuneratività dell’operazione per i produttori e che è già previsto un momento di verifica prima della firma dello specifico accordo di filiera.

 

ProprietÓ dell'articolo
autore: Editoria e web
fonte: Ufficio stampa
data di creazione: giovedý 8 novembre 2007
data di modifica: giovedý 8 novembre 2007