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Comunicato stampa N° 1736 del 15/12/2005

ru486, consiglio approva documento della maggioranza "occorre più informazione, non è un contraccettivo"

La pillola abortiva Ru486 è uno strumento già testato in molti paesi del mondo ed è quindi utilizzabile in Italia, tuttavia serve una corretta informazione sulle modalità di accesso al farmaco nei confronti dei medici e delle strutture ospedaliere che ne facciano richiesta perché non deve esser considerato un contraccettivo. La raccomandazione è contenuta in un ordine del giorno sulla interruzione farmacologica della gravidanza approvato dal Consiglio provinciale nella seduta di mercoledì 14 dicembre, con il voto favorevole della maggioranza (Ds, Margherita, Prc e Verdi), contrario il centrodestra (FI, An, Udc e Lega nord) che si è riconosciuto in un documento presentato dal capogruppo di Forza Italia Claudia Severi contrario all’utilizzo del farmaco.

Il documento approvato è stato presentato dalle consigliere Ds Franca Barbieri, Caterina Liotti, Lella Rizzi e Lorella Vignali, poi rivisto durante la discussione sulla base degli emendamenti proposti da Elena Malaguti (Margherita) in particolare sulla necessità, oltre che di una corretta informazione, di rafforzare le politiche a sostegno delle famiglie e "un concreto aiuto alle gravidanze, proprio a partire dalle donne in particolari condizioni di disagio".

Nel documento si precisa, inoltre, che l’utilizzo della pillola abortiva deve avvenire "nel rispetto degli obiettivi, dei percorsi e alle condizioni previste dalla legge 194 non costituendo la pratica farmacologica un percorso alternativo o parallelo alla legge e che l’uso di tale pratica, meno invasiva, non deve in nessun caso essere scambiato per una tecnica contraccettiva".

Un punto quest’ultimo su cui hanno concentrato i loro interventi Luca Caselli (An), Giorgio Barbieri (Lega nord) e Tomaso Tagliani (Udc) che hanno richiamato il rischio che la Ru486 "finendo per venire considerata come un qualsiasi altro metodo contraccettivo favorirà l’aumento del numero degli aborti". Un giudizio ripreso anche da Cesare Falzoni (An), mentre Marisa Malavasi (FI) ha posto l’accento sugli "interessi economici in gioco su questo tema".

La capogruppo di Forza Italia Severi ha affermato anche che "non si deve credere che la Ru486 sia un farmaco più sicuro e più facile dell'aborto chirurgico, quindi la Regione deve sospendere la decisione di utilizzarla anche nei nostri ospedali". Un appunto al quale Elena Malaguti ha replicato che sulla sperimentazione e sulle metodiche la "decisione può spettare solo ai medici e non alla politica", mentre Franca Barbieri ha ricordato che l’utilizzo del farmaco avviene nel pieno rispetto della legge 194 e "con tutte le precauzioni per garantire la salute piscofisica della donna".

Andrea Sirotti (Ds), dopo aver sottolineato che il farmaco è stato ampiamente sperimentato in altri paesi, ha evidenziato il fenomeno dell’aumento degli aborti, in particolare tra le donne straniere. Liotti ha ripreso il concetto dell’autodeterminazione della donna e ricordato che la legge 194 è nata per combattere la tragica piaga degli aborti clandestini".

Il documento approvato dal Consiglio si conclude con una richiesta alla Provincia di "relazionare annualmente in merito all’applicazione della legge 194 a Modena con particolare riferimento al numero degli aborti, a eventuali tempi di attesa, alla quantità e alla qualità delle attività espletate di educazione e prevenzione collegate alla legge 194, nonché alle risorse finanziarie e umane messe a disposizione di tali attività".

ProprietÓ dell'articolo
data di creazione: giovedý 15 dicembre 2005
data di modifica: lunedý 20 febbraio 2006