STORIA

La regione che si estende dalle prealpi bresciane fino al Lazio settentrionale costituì tra il X e l’XI secolo il più grande feudo d’Italia. Queste terre furono acquisite nel corso di due secoli dai conti di Canossa, la cui ultima esponente - Matilde - fu forse la donna più famosa ed affascinante del medioevo europeo…

una donna soletta che si gia
e cantando e scegliendo fior da fiore
ond’era pinta tutta la sua via.
(Dante, La Divina Commedia, Purgatorio canto XXVIII)

…alla morte del padre Bonifacio, a 17 anni, Matilde si trovò a gestire un territorio vastissimo e disomogeneo con costumi, modi di governare e caratteristiche morfologiche variegate, in un periodo storico difficile che vide il passaggio tra l’epoca del feudalesimo e quella dei liberi comuni, la ripresa economica e le crociate. Durante il governo della Contessa le città furono focolai permanenti di rivolta, ai quali Matilde si contrappose decisa a mantenere in vita il vecchio assetto feudale e le istituzioni che garantivano la continuità con il passato.
Matilde fu la prima e più importante alleata del Papa, convinta sostenitrice di quella riforma, partita da Cluny, che doveva restituire alla Chiesa la purezza spirituale per esaltarne il ruolo di guida. Tale ruolo era totalmente disconosciuto da Enrico IV di Franconia, parente da parte di madre della Contessa: l’imperatore rivendicava il diritto di nominare i vescovi ribadendo la superiorità dell’Impero sulla Chiesa, del potere temporale su quello spirituale. Visse quindi, come paladina del papato, la “lotta per le investiture” e fu al centro del conflitto che si risolse, in prima battuta, con il famoso episodio di Canossa e l’umiliazione dell’Imperatore di fronte a Papa Gregorio VII nel 1077.
Matilde, che subito dopo la morte del padre aveva espresso il desiderio di diventare monaca, nel corso della sua vita organizzò e capeggiò lei stessa le azioni militari che la videro impegnata contro le rinate forze cittadine e l’Imperatore.

Spira spiriti maschi in nobil volto,
mostra vigor più che viril lo sguardo.
(Tasso, Gerusalemme Liberata, canto XVII)

Il sistema strategico militare della contessa aveva il suo punto di forza negli agguerriti castelli e rocche da Monteveglio a Canossa, che determinarono prima la sconfitta di Enrico IV nel 1091 e in seguito la rinuncia alla guerra del figlio Enrico V. L’Appennino Tosco-Emiliano, con i suoi inespugnabili castelli, consentì quindi a Matilde di preservare i suoi possedimenti fino alla morte avvenuta nel 1115 a Bondanazzo, tra Reggio e Mantova, nei pressi del monastero di S.Benedetto di Polirone.

Tanto perdette Matilde, sedendo nel chiostro,
che per narrarlo non mi basta l’inchiostro.
(Benzone d’Alba, ad Heinricum Imperatorem libri VII)

Sposata in prime nozze con Goffredo il Gobbo - uomo brutto e deforme - e, in seguito, ormai quarantenne, con Guelfo di Baviera, di soli sedici anni, la Contessa non ebbe eredi. Dopo la sua morte l’Imperatore confiscò i suoi possedimenti e il suo regno si dissolse.